Max Plank miracolo tedesco
Pubblicato da franco carlini su 28 giugno, 2007
La Max Planck Gesellaschaft (Mpg), che gestisce i 78 istituti del Max Planck, è il principale ente di ricerca tedesco. Non è un ente governativo, ma una società di diritto privato, anche se finanziata principalmente dallo stato. Ricordiamo che la Germania spende più di due volte e mezzo l’Italia in ricerca scientifica in proporzione al Prodotto interno lordo. L’Mpg riceve ogni anno 1,3 miliardi di euro (il Cnr italiano non arriva neppure a mezzo miliardo). Il motto dell’Mpg viene attribuito al fisico Max Planck stesso: «la conoscenza deve precedere l’applicazione». Scopo del Mpg è dunque la ricerca cosiddetta curiosity driven, cioè la ricerca di base, guidata dalla curiosità intellettuale, dalla voglia di conoscere, che solo in parte può essere sviluppata nelle università. È diviso in tre sezioni indipendenti: chimica, fisica e tecnologia; biologia e medicina; scienze umane.
Ci sono 265 dipartimenti (ciascuno con a capo un direttore, di questi 72 sono stranieri), e vi lavorano circa 12mila persone (di cui 4500 scienziati), più circa diecimila dottorandi (la metà sono stranieri) e postdoc (l’80% sono stranieri). Ciascun istituto è autonomo, sceglie i propri temi e le proprie strutture di ricerca, assume il proprio personale e gestisce il proprio bilancio. I gruppi di ricerca sono diretti da un responsabile che gestisce i fondi. Naturalmente si viene valutati regolarmente sui risultati scientifici: se non si passano gli esami, o le persone scelte non si rivelano all’altezza, non si ricevono più fondi e non ci saranno progressioni di carriera.
Interessante è che l’opinione pubblica tedesca ne ha una grande stima: secondo un sondaggio del 2005 il 71% dei cittadini intervistati ritiene che i soldi investiti nel Mpg siano un ottimo investimento dei soldi pubblici. Chissà che cosa pensano gli italiani dei (pochi) soldi che diamo al Cnr. (l.t.b.)