cellulari / Mestieri convergenti alla 3
Pubblicato da franco carlini su 6 Luglio, 2006
di Raffaele Mastrolonardo
La convergenza fa sentire i propri effetti. E la spia, come sempre, sono le parole. Se Nokia non produce più solo telefonini di fascia alta ma «computer multimediali», da tempo 3 non si presenta come un operatore cellulare ma veste i panni ben più ambiziosi di una Mobile Media Company.
E come tale comincia a comportarsi a partire dalla ricerca di nuove competenze. Con un feticismo per il numero perfetto da fare invidia a Pitagora e alla Divina Commedia, la società di Vincenzo Novari - che dispone di una propria tv mobile, La3 - vara così un concorso per tre aspiranti registi a cui verrà consegnato un premio da 75 mila euro per la realizzazione di un mediometraggio da 33 minuti.
Nel frattempo, il carrier che tanto ha puntato sulla tecnologia Umts annuncia il casting di 33 presentatori e, come se non bastasse, si lancia alla ricerca di 333 reporter da mandare in giro per l’Italia come inviati. Per partecipare alla selezione, gli aspiranti «treporter» non devono fare altro che inviare un servizio video su di un tema a piacere.
Anche questo è lavoro ai tempi della mobilità, soprattutto se si è convinti che lo sviluppo della tv via cellulare non passi dalla mera trasposizione della televisione tradizionale sul telefonino, ma piuttosto dallo sviluppo di contenuti e format specificamente pensati per il nuovo medium.
Contenuti autoprodotti (magari con la collaborazione degli utenti), per i quali sono necessari menti e volti nuovi. Come i 18 deejay che già ora animano la programmazione de La 3 e che sono stati reclutati tra i ragazzi del call center aziendale. Da voci anonime dall’altra parte della cornetta, a volti del piccolissimo schermo.
Viste le incertezze che circondano la creatura di Novari non è detto che abbiano trovato un lavoro stabile. Certamente, però, grazie alla convergenza, si possono godere i loro 3 minuti 3 di celebrità.
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