Franco Carlini
E’ stato descritto come l’ultimo assalto di Google contro Microsoft, ovvero le prestazioni di rete (Google è il più diffuso motore di ricerca dell’internet) contro l’informatica tradizionale, basata su potenti personal computer, dotati di software avanzati e proprietari. Come al solito le cose sono un po’ più mobili e sfumate.
I fatti: l’azienda californiana offrirà alle aziende piccole, medie e grandi, un suo insieme di servizi, chiamato Google Apps Premier Edition. E’ fatto di posta elettronica, calendario, gestione di pagine web, elaboratore di testi, tabelle elettroniche. Questi servizi esistono da tempo in forma gratuita, con pubblicità, sia per i singoli che per le aziende, ma ora vengono proposti a pagamento (50 dollari all’anno per ogni utente) in forma più robusta e coerente. L’idea è semplice: un’azienda non deve più acquistare da Microsoft la suite di programmi chiamata Office e non deve nemmeno dotarsi di un server centrale per gestire il lavoro comune; invece, collegandosi alla rete, potrà usufruire di tutte queste prestazioni, non avendo bisogno di installazioni, né di propri tecnici di assistenza. Ci pensa Google.
La proposta è allettante e va nella direzione di cui si parla da decenni: web services, software remoto, dove il Pc dimagrisce di prestazioni perché tutto ciò di cui ha bisogno è un bocchettone all’internet e un programma di navigazione (browser). Si paga a consumo o in abbonamento. Questo futuro sembracerto, ma oggi, nella situazione attuale quali i vantaggi delle due soluzioni, Google Apps e Office Microsoft?
Vantaggi
(1) Il più vistoso è il costo: 50 dollari l’anno contro i 500 una tantum della licenza di Office (ma spesso Microsoft offre prezzi ben più scontati). Si risparmia anche nella manutenzione e aggiornamento, che è in carico a Google, laggiù sui suoi computer, con i suoi tecnici.
(2) Condivisione: nel modo tradizionale di lavorare in ufficio, uno scrive un documento e poi lo manda per posta elettronica ai colleghi per correggerlo; si genera un gran traffico di mail e spesso una grande confusione tra le diverse stesure. In questa soluzione invece tutti i materiali sono pensati come condivisibili e accessibili da ogni luogo.
(3) Accesso permanente, 24 ore su 24, 7 giorni su sette, da ogni posto dove ci sia la rete.
(4) Standardizzazione: oggi le aziende devono continuamente aggiornare ogni singolo computer, con le nuove versioni dei software. Anche così gli utenti caricano programmi loro, magari incompatibili. Con Google Apps l’ambiente di lavoro è unico per tutti.
Svantaggi
(1) Sicurezza: Google giura e garantisce, ma molte aziende, quantomeno in attesa della prova dei fatti, preferiranno giustamente avere sotto mano, sui propri server, sia le informazioni critiche che i programmi applicativi.
(2) Riservatezza: Anche in questo caso Google garantisce, ma anche soltanto per la posta elettronica a molti non piace che la propria vita epistolare sia conservata in mano altrui. C’è anche un impatto con le normative nazionali che per esempio in Italia impongono una serie di norme assai rigorose per la conservazione dei dati.
(3) Completezza: i prodotti da ufficio di Google sono più che sufficienti per molte attività normali, ma certamente sono meno ricchi di prestazioni di Word ed Excel, i due software di punta di Microsoft; nella versione più recente, Office 2007, questi e i loro confratelli sono stati ulteriormente migliorati e in qualche caso persino semplificati. Al pacchetto Google manca ancora, per ora, un programma analogo a PowerPoint, quello con cui si preparano le presentazioni a diapositive.
(4) Se non c’è la rete non si può operare: la comodità di avere programmi e file sul portatile e usarli anche in campagna, va perduta, almeno in attesa della banda larga ovunque e senza fili.
Va detto che Microsoft, per parte sua, è ben consapevole della tendenza emergente. Poiché non può e non vuole abbandonare il suo Office - che genera ogni anno la gran parte del fatturato - sta proponendo soluzioni ibride, dove alcune prestazioni condivise sono in rete, e altre continuano a risiedere sul Pc. In particolare ha un suo ottimo software, chiamato SharePoint, per le prestazioni condivise, appunto. La settimana scorsa il Ceo di Microsoft, Steve Ballmer, in un incontro con gli analisti, ha detto esplicitamente che la sua società sta già sperimentando con alcuni grandi clienti nuovi servizi web integrati (tecnicamente mettendo insieme il server Exchange, SharePoint e Office). I destinatari sono le corporations come banche, enti governativi, grandi imprese, che difficilmente vorranno affidarsi al web di Google per le loro attività più critiche. Si delinea verosimilmente un’erosione dal basso di parte del mercato di Microsoft, cui la casa di Bill Gates cercherà di sfuggire spostandosi verso il mercato dei grandi clienti.