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notiziario / la settimana

Posted by franco carlini su 11 maggio, 2006

Censura e dintorni Repressione via Internet: la Cina fa scuola

Ce n’è per tutti nell’ultimo rapporto sulla libertà di espressione su Internet di Reporters sans frontiéres: per i soliti noti della censura in Rete; per i governi occidentali tentati, in nome della lotta al terrorismo, di superare il confine tra sicurezza e violazione della libertà di espressione; per le aziende occidentali, sollecite nel rispondere con tecnologie ad hoc alle esigenze repressive di Paesi in via di sviluppo. Ancora una volta particolarmente «inventivo ed efficiente» si rivela, secondo i giornalisti senza frontiere, il regime cinese che nel 2005 ha emesso una sorta di decalogo dell’uso «corretto» della Rete. Queste tavole della legge censoria sono tradotte in pratica grazie a un mix di tecnologie-filtro, repressione e intimidazione. Non a caso la Cina si conferma in testa alla classifica dell’incarcerazione dei cyber-dissidenti: 62 persone in cella per quanto hanno pubblicato online. Ma la moda della galera per gli attivisti virtuali comincia a diffondersi. Se nel 2003 solo Cina, Vietnam e Maldive erano ricorsi al carcere per reprimere le opinioni espresse su Internet, nel frattempo nel club sono entrati Iran, Libia, Siria e Tunisia. E mentre a Cuba è necessario un permesso governativo per acquistare un Pc, il Marocco censura i siti che chiedono l’indipendenza per il Sahara occidentale. Nel frattempo, Burma e Tunisia acquistano sistemi per il controllo dei cybercafe. Tecnologie repressive «made in occidente», se è vero che a svilupparle ci ha pensato l’americana Secure Computing, che si candida così a rivaleggiare nei sistemi di controllo della Rete con la connazionale Cisco Systems, grande architetto dell’infrastruttura Internet cinese.

 

Spioni Usa: prove di controllo per il VoIp
Il rapporto getta qualche ombra anche sui governi occidentali. A cominciare dagli Usa, le cui «leggi sulle intercettazioni online non forniscono abbastanza garanzie di privacy per gli utenti». L’authority per le telecomunicazioni ha emesso una direttiva che impone ai fornitori di servizi VoIp di conformarsi al provvedimento varato nel ’94 per garantire l’accesso delle autorità alle conversazioni degli utenti. Un anno di tempo, dunque, per i fornitori di telefonia Internet per attrezzarsi e offrire, su richiesta, i contenuti delle chiamate con protocollo Ip effettuate lungo i propri network, identificare le parti, segnalare quando un determinato soggetto effettua una telefonata.

 

Voip Microsoft, un brevetto per la censura audio
La bufala era di qualche mese fa: il governo cinese è in grado di censurare all’istante le parole pronunciate da due persone che comunicano attraverso il VoIp. La notizia (vera) è di questi giorni: Microsoft pensa di brevettare una tecnologia in grado di cancellare automaticamente, senza lasciare traccia, determinate parole pronunciate all’interno di un flusso audio. Il 4 maggio scorso, infatti, la società di Redmond, ha presentato la richiesta di brevetto (numero 20060095262) presso lo US Patent and trademark office.Titolo inequivocabile: «Censura automatica per la trasmissione di dati audio». E così la descrizione: un filtro che produce «un discorso censurato, alterato in modo tale che le per parole e le frasi non desiderate sono non udibili o non intelligibili». Il tutto grazie a un algoritmo in grado di comparare i dati di una comunicazione con quelli selezionati come «indesiderabili».

 

Grandi fratelli 2006 Big Brother Awards Italia 2006 per Autostrade e Telecom
raffaele mastrolonardo
Dopo attenta valutazione delle performance anti-privacy, sono state rese note le nomination per i Big Brother Awards Italia 2006, premi conferiti ai soggetti che si sono distinti per il mancato rispetto del diritto alla riservatezza dei cittadini. Tra le «peggiori aziende private», figurano Autostrade, Telecom Italia, Trusted Computing Group. Nella sezione «tecnologia più invasiva» trovano spazio i due grandi rivali della Rete: Microsoft con i suoi aggiornamenti e Google con il programma AdSense, che riconosce le parole e genera automaticamente pubblicità contestualizzate. Tra gli enti pubblici l’Azienda dei Monopoli di Stato, il Garante della Privacy e il Parlamento italiano. Il premio alla carriera spetterà a uno tra Silvio Berlusconi, Mauro Masi (presidenza del Consiglio) e Stefania Prestigiacomo.

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