Chips & Salsa

articoli e appunti da franco carlini

  • fc

editoriale / La parola alza la voce

Posted by franco carlini su 15 giugno, 2006

di Franco Carlini

Ecco il paradosso: da un lato la comunicazione si fa sempre più visuale e così anche le pagine web che inizialmente erano fatte di solo testo (anche per motivi tecnici), sono ormai un diluvio di immagini e suoni in movimento, multimediali insomma. E tuttavia la parola scritta, rialza la testa, anzi la voce. Magari non nelle forme e con le tecniche previste, dato che i famosi e-book, libri elettronici da leggere sul monitor o su costosi apparati portatili, proprio non riescono a sfondare, e un motivo ci sarà. Salgono invece gli audiolibri, cresce l’uso del podcast non solo per ascoltare la musica mentre si arrampica in falesia, ma per sentire in voce e in cuffia magari i classici della letteratura. Nello stesso tempo le telefonate vocali continuano imperterrite a produrre la maggior parte del fatturato degli operatori cellulari, oltre l’80 per cento.
Il paradosso deriva dal fatto che la comunicazione visuale è ovviamente più ricca di informazioni e suggestioni di quella fatta di solo testo. Eppure il testo funziona e piace. Come mai? Un primo motivo è il fatto banale, ma non sempre valutato, che l’ascolto dei suoni può convivere abbastanza bene con altre attività, come testimoniano tutti i guidatori d’auto con radio accesa. Dunque in un’economia dove il tempo e l’attenzione sono la risorsa scarsa, la cuffia conquista il suo spazio più che dignitoso perché non pretende di essere esclusiva delle altre attività.
Ma non è la sola ragione. Ce n’è un’altra più sottile e importante: proprio perché relativamente povero, il testo, letto o parlato che sia, obbliga e spinge al lavoro di fantasia. Le parole, lette o ascoltate, costruiscono immagini nel nostro cervello: «La bocca socchiusa, le braccia abbandonate lungo i fianchi, Milton guardava la villa di Fulvia, solitaria sulla collina che degradava sulla città di Alba»; chi legga queste parole, con cui si apre «Una questione privata» di Beppe Fenoglio, non può far a meno di vedere, con l’occhio della mente quel partigiano e la sua Langa, anche se in Langa non è mai stato. Questa creazione è fantastica e privata, nessuno immagina allo stesso modo, ma proprio per questo è piacevolissima. L’autore Fenoglio spinge noi a essere co-autori di reali fantasie. E a ben pensare lo stesso avviene con le umili telefonate dove spesso il contenuto informativo non è importante («qui piove, e da te?»), ma il messaggio vero è altro, convogliato dal tono di voce: «ti ho pensato, ti voglio bene».

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: