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L’irruzione degli audiolibri

Posted by franco carlini su 15 giugno, 2006

di Patrizia Feletig

Storici capolavori letterari e new entry arrivano alle nostre orecchie in forma di bit. Li trasportano i Cd, ma soprattutto la rete, in codice Mp3. Sembrava un mercato di nicchia, si rivela un’esplosione. Culturale, naturalmente

Percepite come una minaccia dai discografici, le tecnologie digitali si rivelano un’inaspettata risorsa per gli editori. Trainato dall’inarrestabile diffusione di iPod, Mp3 e smartphone, il libro in formato audio acquista nuovo smalto e diventa il prodotto su cui puntare. Per vent’anni il libro parlato è stato sinonimo di audiocassetta (40 per cento delle vendite) e di domanda in stallo. Mentre l’e-book stenta a decollare, dopo appena tre anni dal suo esordio, il download digitale della produzione letteraria è raddoppiato e rappresenta il 6 per cento delle vendite di audiolibri. Secondo un’indagine dell’Audio Publisher Association, che risale però al 2004, il mercato valeva circa 800 milioni di dollari. Oggi si stima che il giro d’affari annuale si aggiri sui 2 miliardi di dollari.
Tradizionalmente associato al mercato dei non vedenti – la Biblioteca dei Ciechi in Italia vanta un catalogo di 80mila titoli – la nuova generazione di audiolibri che utilizza supporti come player musicali portatili, palmari, computer e cellulari di terza generazione, si rivolge anche a destinatari diversi. Un pubblico che non ha mai pensato di acquistare un libro su Cd o nastro, ma forse neppure di sfogliarne uno. L’audience che ascolta Richard Bach, Andrea Camilleri o Haruki Muratami su riproduttori audio digitali appartiene ad una generazione che vive all’insegna della mobilità, è abituata all’intrattenimento multisensoriale e svolge il multitasking. Se acquistano note, acquisteranno pure parole, è l’equazione di marketing che ha convinto iTunes Music Store di Apple ad aprire una sezione dedicata ai libri parlati.
Una mossa indovinata secondo Jeremy Ettinghausen, responsabile alla Penguin della sezione audio: «Non mi sorprenderebbe se le vendite del libro parlato superassero quelle delle edizioni stampate». Un pronostico forse esagerato ma l’ottimismo diffuso favorisce iniziative come iPoems, un sito Web britannico, in fase di lancio, con oltre mille poesie recitate dalla viva voce degli autori e scaricabili al costo di 50 pence (circa 73 centesimi). La Repubblica e l’Espresso hanno invece arruolato le inconfondibili voci di Fiorello, Bisio, Paolini, Mastrandrea per interpretare opere di narrativa: Benni, Pennac, Calvino per 75 minuti di lettura su cd in edicola questi giorni.
Fautore del valore linguistico ed educativo della narrazione orale, Maurizio Falghera ha fondato il primo sito italiano dedicato agli audiolibri, Il Narratore, con 28 titoli di narrativa e libri per ragazzi scaricabili online. Va forse tramontando l’idea che il libro ascoltato sia una versione subalterna a quella stampata: «Sex on Legs» di Brian Luff è la prima opera letteraria pubblicata unicamente in versione audio; la commercializza Audible, una casa editrice creata 9 anni fa da Donald Katz, uno scrittore con vocazione imprenditoriale che oggi conta 900 mila clienti nel mondo e bilanci in attivo. Questa commedia thriller fantascientifica di 75mila parole dura 6 ore. Per i frettolosi, Audible propone anche una riduzione del bestseller «Il Codice da Vinci» per cellulari di ultima generazione.
In Italia un’iniziativa similare è stata sviluppata da Rcs Libri con il Playlibro presentato alla Fiera di Torino: audiolibri memorizzati su una scheda di memoria (RS-MC da 128 MB) da inserire nei cellulari dotati di slot per espansione di memoria.
Comunque la rinascita della tradizione orale della narrazione deve molto alla radio e oggi ancor più al podcasting. Per esempio da febbraio, quando è stato inserito il podcast sul sito di Radio3, il programma «Ad alta voce» di adattamenti radiofonici di romanzi italiani e stranieri, guida la classifica delle trasmissioni più scaricate su lettori audio digitali. Un vero servizio pubblico a sostegno della letteratura in onda da quasi quattro anni che rispecchia lo stesso spirito di http://www.audiobookforfree.com. Il sito offre gratuitamente i classici, da Agatha Christie a Mark Twain, con diritti scaduti, per l’ascolto su iPod o cellulare. Se l’audio libro ha il merito di avvicinare un pubblico novizio alla letteratura, ha anche il pregio di introdurre un modello di business più efficiente. Spiega Nicolas Soames fondatore di Naxos, la casa di edizioni audio con un giro d’affari generato per l’1 per cento da download digitali: «A fronte degli stessi costi di registrazione per cassette e cd, i margini di profitto si erodono. Tuttavia anche piccoli quantitativi possono essere redditizi perché, come ogni mercato online, si azzerano i costi di stoccaggio e di assortimento».
Si rovescia il paradigma del mercato di massa, conosciuto come coda lunga, long tail, dove il reddito più alto è generato dalla parte finale della curva di distribuzione, teoricamente illimitata, formata da centinaia di migliaia di titoli che venderanno poche copie ciascuna.
Rimane il problema della proliferazione di formati audio incompatibili tra loro. Il sistema più versatile è Mp3 ma anche quello più complesso per l’applicazione di tecnologie anti pirataggio.


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