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Storie di megayacht, brindisi romantici e di software aperto

Posted by franco carlini su 17 giugno, 2006

 

di Gabriele De Palma

La storia che Bill Gates eviterebbe la Sardegna per non pagare la tassa di attracco decisa da Soru è per l’appunto una storia. Ma più che uno sconto sulle licenze Windows comprate dalla Regione, converrebbe chiedere di passare al software open source

Lettera aperta inviata a Renato Soru, presidente della regione Sardegna, da Paolo Colli Frantone e Flavia Marzano il primo giugno scorso.
«Egregio Sig. Presidente,
quotidiani e telegiornali di oggi riportano la notizia secondo la quale Bill Gates, uomo più ricco del mondo, avrebbe deciso di modificare l’itinerario della sua crociera nel Mediterraneo a bordo del panfilo «Octopus», saltando a piè pari la Sardegna, avendo scoperto che il suo patrimonio si sarebbe potuto decrementare di uno zero virgola molti zeri uno per mille a causa della ormai famosissima imposta regionale sugli aeromobili e unità da diporto da Lei introdotta con la Legge 4 dell’11 maggio.
Stanti i 124 metri di lunghezza dell’Octopus, l’uomo più ricco del mondo avrebbe dovuto versare ben quindicimila Euro. È noto che Bill Gates deve la sua fortuna a due fattori: la sua indiscutibile capacità di aver saputo rivoluzionare il mondo portando l’informatica fuori dai templi e la sua altrettanto indiscutibile capacità di realizzare un modello di business a partire dal quale egli – insieme a molti altri suoi soci e manager di Microsoft – ricava miliardi di dollari grazie alle cosiddette «licenze d’uso». In sostanza: ogni prodotto marchiato Microsoft viene ceduto in licenza agli utilizzatori, e questi corrispettivi vanno a ricompensare un immenso lavoro di ricerca e sviluppo derivante da decine e decine di migliaia di anni lavorativi impiegati da un esercito di dipendenti per scrivere il codice sorgente dei prodotti medesimi. Business assolutamente corretto, per carità.
Lei, in sostanza, ha introdotto un’imposta che colpisce in modo assolutamente progressivo (…) tutti coloro i quali decidono di venire in Sardegna nel periodo di alta stagione, con l’evidente intenzione di godere delle bellezze naturali frutto di milioni e milioni di anni lavorativi del Padreterno e di Madre Natura. Una sorta di licenza d’uso, in fondo. Business assolutamente corretto, e del tutto simile a quello di Gates. Liberi tutti coloro i quali non ritengono giusta questa imposizione di deviare la loro rotta.
A poche ore dalla divulgazione della notizia, non abbiamo ancora avuto modo di leggere una Sua risposta alla decisione di Bill Gates. Le consigliamo di attendere qualche giorno prima di rispondere. Giusto il tempo di chiedere alla Sua struttura dedicata all’informatica che Le prepari un conteggio di massima dei costi che l’Amministrazione Regionale sarda sopporta annualmente in licenze d’uso di prodotti Microsoft. Scoprirà che sono, probabilmente, centinaia di migliaia di Euro ogni anno. Conteggi alla mano, scriva a Bill Gates proponendogli un’esenzione dall’imposta in cambio di uno sconto di quindicimila Euro all’anno sulle licenze Microsoft in uso alla Regione. Libera, la Regione, di deviare la sua rotta in caso contrario. Esistono rotte alternative da esplorare».
Nonostante non si conoscano con precisione i motivi del ripensamento sulle tappe della crociera dell’Octopus, qualche precisazione è necessaria. Innanzitutto il megapanfilo, l’ostentazione fatta imbarcazione, non è di Bill Gates ma del suo ex socio Paul Allen, che, molto più borioso del suo amico, già lo scorso anno si è reso protagonista di un poco edificante episodio di sfoggio di narcisismo, ricchezza e scarsa sensibilità ambientale. Attratto dalle bellezze della costa di Cala Gonone, Allen decise di organizzare in una delle grotte una cena galante a lume di candela. A detta della Forestale la cena non ha deturpato la grotta ma non è questo il punto, quelle ormai sempre più rare e preziose meraviglie naturali necessitano di un rispetto e di una sensibilità ecologica maggiore. Certo non posseduta da Allen che ha fatto una brutta figura con i sardi e forse anche con la signorina corteggiata. Bill Gates per parte sua ha indubbiamente basato il suo successo sul modello di business delle licenze d’uso del software proprietario (a codice sorgente top secret) che è solo uno dei modi possibili di sviluppare il software, e nemmeno il migliore. Ma può essere sfidato con soluzioni alternative. Per questo lo scambio proposto nella lettera a Soru resterebbe comunque ineguale: la tassa d’accesso imposta da Soru vuole tutelare un bene scarso e fragile, mentre il software è per sua natura abbondante, essendo riproducibile senza costi all’infinito. Se i costi informatici griffati Windows sono troppo alti, allora è certo possibile per la regione passare ad altre rotte, aperte come è Open il software più recente, anche per la pubblica amministrazione.

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