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articoli e appunti da franco carlini

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Lasciateli copiare

Posted by franco carlini su 22 giugno, 2006

 

di Franco Carlini. il manifesto 22 giugno 2006, pag. 1

Se c’è una cosa malfatta sono gli esami di maturità.Ma quanto malfatta? La soluzione proposta dal ministro è di tornare ai commissari esterni, eliminando la farsa delle commissioni interne, troppo poco selettive. Sul Corriere della Sera, si associa e Barbiellini Amedei. Ma spesso il senso comune, ricordava Alessando Manzoni, si sovrappone al buon senso: «Il buon senso c’era;ma se ne stava nascosto per paura del senso comune». Sembrano infatti cose dette da chi non si ricorda più le maturità di una volta e certo non conosce la scuola d’oggi. Un tempo gli infausti commissari erano professori in semi-vacanza, spesso cinici, per lo più disinteressati alla vita degli allievi. Alcuni anche un po’ sadici, diciamola tutta. E l’esame era lotteria dipendendo eccessivamente dalla casualità delle domande e dalle capacità recitative del candidato. La scuola dell’autonomia invece può vedere tutto il percorso di quella giovane persona e rimetterla alla provama nel contesto. Si tratta di farlo seriamente, e di sottoponendo semmai a ben altri controlli le scuole private. L’altro luogo comune nefasto è quello del copia copia sfrenato favorito delle tecnologie digitali, dai telefoni cellulari alla rete internet. Vero sport nazionale per le banalità giornalistico-televisive. Nell’era delle reti di conoscenze, la vera maturità di un giovane non sta ovviamente nel ricordare testi o formule amemoria,ma nel saperle usare. Conosciamo insegnanti di valore che programmaticamente lasciano che durante i saggi gli alunni/e usino liberamente non solo i dizionari, ma anche manuali e libri di testo, senza dover ricorrere a bigliettini (difficili da estratte dai calzoni a vita bassissima) o Sms clandestini. Ovviamente la cosa funziona se il compito in classe non è uno di quegli stupidi quiz a risposta multipla che vennero introdotti seguendo la suggestione anglosassone che in quelmodo si otteneva una misura scientifica del sapere incorporato in quelle giovani creature. Dunque il «compito in classe», sia esso di fisica come di inglese, non deve avere nulla di già noto, ma richiedere l’applicazione delle conoscenze acquisite a un problema, un tema appunto. Funziona? Certamente, se i docenti si impegnano con creatività e semagari sono loro a insegnare agli allievi quante cose ci siano in rete e come trovarle, leggerle, studiarle, sintetizzarle, per poi riesprimerle in un nuovo testo.

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12 Risposte to “Lasciateli copiare”

  1. chiara riccioni said

    Sono una studentessa di Tarquinia(VT), vorrei semplicemente esporvi la situazione che si è creata nel liceo del mio paese quando io e una mia compagna di classe abbiamo pubblicato su un giornalino il seguente articolo(pubblicato l’11 dicembre del 2006):

    “CHI E CHE VERAMENTE SE LA PRENDE COMODA? NOI O LA SCUOLA?

    Allora ragazzi, questa volta per fare qualcosa di diverso prendiamocela con l’istituzione meno bersagliata dagli studenti: la scuola. E per aggiungere novità a novità individuiamo, con un colpo di insospettata fantasia, il limite effettivo della scuola di oggi, un limite messo a nudo anche dallo stesso ministro Fioroni: il nozionismo.
    Sentiamo spesso e da tempo ricorrere questa parola a tal punto che sembra per certi versi che sia nato prima il nozionismo della scuola. Certo, se con questo termine si vogliono definire tutti quei papponi soporiferi che ci ammanniscono i nostri docenti tutte le mattine o la conferma di notizie che poi possiamo tranquillamente ritrovare anche sul libro, pensiamo che del nozionismo potremmo fare volentieri a meno.
    Nozionismo e Fioroni a parte, in realtà l’aspetto più devastante sul piano della formazione educativa e culturale è che alla maggior parte degli studenti non frega nulla di quello che studiano. Per loro (per noi) la scuola o è un’imposizione o un percorso necessario per trovare una degna posizione nella società. E’ insomma il boccone amaro che si deve ingoiare da giovani per trascorrere un’agiata maturità. Ma poi è proprio necessario che questo boccone debba essere amaro e che la scuola debba essere la serva ruffiana del sistema? Se questa domanda la rivolgi ai professori tutti dicono che la scuola deve essere piacevole. Eppure quando vai ad analizzare i fatti ti accorgi che sono loro i primi fartela odiare riducendola a quello che effettivamente è: un prezzo da pagare oggi per ottenere un futuro beneficio. Un po’ come le tasse di Prodi. Sin dalle elementari i docenti ci hanno riempito la testa con parole come dialogo educativo, partecipazione e altro bla bla di questo genere. Nel momento in cui cerchi di metterle in pratica ti scontri con atteggiamenti sprezzanti, o con battutine ironiche che suscitano la derisione anche da parte degli altri compagni, oppure con manifestazioni ad alta concentrazione acida. Spesso una tale disposizione rifulge in docenti che si ritengono illuminati, trasgressivi e progressisti. Poi è normale che i loro studenti diventino reazionari e conformisti e si trovino nella vita ad intraprendere quelle scelte correnti spesso ispirate a quei falsi valori che essi stessi deprecano.
    Ecco allora che viene a maturarsi nelle menti dei ragazzi quella filosofia del “tutto è lecito” , “fai quello che ti pare”, frammista ad una avversione per qualsiasi forma di interesse sociale e culturale, perché quelli che la propongono sono scarsamente credibili e, in alcuni casi, per nulla affidabili, una avversione che si manifesta in maniera particolare contro la stessa scuola che invece dovrebbe essere il principale veicolo di formazione ed educazione. D’altronde, se gli stimoli necessari alla crescita uno non li trova nella scuola come è attualmente strutturata, li troverà in parte nella famiglia o, soprattutto, in figure di riferimento esterne spesso deviate. Oppure diventerà un abulico. E il disinteresse che lo accompagna da giovane lo accompagnerà in seguito per tutta la vita per cui invece di combattere lo sfruttamento, il dispotismo, la sudditanza sotto ogni forma, vale a dire quegli elementi che impediscono agli uomini di essere veramente liberi, tenderà ad agire solo per interessi personali, o nella migliore delle ipotesi sarà spettatore depresso e passivo.
    E infatti oggi noi giovani siamo spesso spettatori passivi, vittime della nostra disinformazione e del menefreghismo maturato all’interno della scuola, fulcro apparente della nostra società. Quindi non veniteci a dire che è a causa nostra se esiste una società così apatica e indifferente, caso mai la colpa è di chi governa questa società e di chi gestisce la scuola. Per questo motivo, per non farci deprimere da chi dice troppo spesso che ciò che pensiamo è solo una bella utopia, la redazione dell’Altoparlante invita i giovani che si riconoscono in queste righe ad aggregarsi al fine di avanzare delle proposte per una scuola dove le parole partecipazione, dialogo e cultura abbiano veramente un senso.”

    Questo articolo ha suscitato la critica decisamente poco costruttiva di molti dei nostri insegnanti che si sono sentiti colpiti profondamente e “emotivamente” sul piano personale, e hanno reagito, o meglio agito, in maniera non del tutto pulita; diciamo che si sono serviti dei loro strumenti didattici per fomentare l’accanimento della maggioranza dei compagni contro le autrici, (pur essendo a conoscenza dei gravi fatti di bullismo avvenuti di recente nelle scuole)attraverso minacce di brutti voti e verifiche a tutto spiano, e assegnando materiale didattico senza spiegazione.
    Il pezzo è stato bollato come “diffamatorio” per le pesanti parole. Strana come cosa, dal momento che nell’articolo non si facevano nomi; inoltre abbiamo più volte ripetuto che l’ok per la distribuzione ci era stato dato direttamente dal preside del liceo, ma dato che oggi “la vita va presa con leggerezza” gli insegnanti hanno preferito prendersela con due studentesse,cioè con la minoranza, a cui viene perfino tolto il diritto di parola.

  2. remo castellini said

    se tu avessi scritto questo articolo in una città ma semplicemente in un altro liceo , saresti stata appogiata sia dai tuoi compagni e sia dagli stessi insegnanti .
    il problema è che noi viviamo in modo troppo passivo la vita liceale e la soffermiamo solo sui libri …… dobbiamo uscire fuori dalla struttura del liceo . So che potrà avere poco senso quello che dico però nn so dirlo con altre parole ! questo modo “passivo” è sia colpa nostra e dei nostri insegnanti , ma ti giuro che in molte altre realtà la cosa è indifferente a partire dai professori fino ai bidelli.
    Ho vissuto esperienze liceali fuori tarquinia e ti devo dire che c’è particpazione in molte attività da parte di tutti gli studenti e tutti rispettono democraticamente le opinioni e le scelte di altri ( sopratutto i professori ). quindi non perdere la speranza …. e continua a combattare perchè a tarquinia paese bigotto , ne ha davvero bisogno.
    riguardo i professori , molti di loro ( e sai meglio di me ) sono frustati , cioè fanno un lavoro che non gli piace e che non gli appartiene e questo in un paese credimi si accetua molto di più. Credo, poi, sopratutto che i professori di tarquinia siano un pò troppo “professori”, avvolte e meglio lasciarsi andare con noi studenti …. e vivere con piacere il loro viaggio scolastico e sopratutto la voglia di insegnarci davvero qualcosa cioè la riuscita di far imparare qualcosa senza mettere debiti a sfracello …. questo purtroppo come affermi tu è colpa anche della nostra società e di tutti i meccanismi del sistema !!!!
    concludendo , ti dico di non mollare e di camminare sopra le critiche perchè il tuo pensiero è condiviso da molti ( non di certo a tarquinia) !!

    grazie

  3. chiara said

    Grazie a te

    • chiara said

      Siccome a differenza di molti mi piace ritornare sui miei passi, vorrei rispondere veramente a ciò che hai scritto, anche se penso che non capirai perché pure se mostri di esserci dentro in questo mondo in realtà non ci sei e te lo dico senza presunzione. Io ti posso dire che anche se non sono stata in nessun altra città oltre Tarquinia, penso che tutto quello che oggi sia spacciato per vero sia in realtà solo finzione, ciò che io intendo non è portare quella che oggi viene presa per cultura a tutti, perché come si è visto non funziona, ma portare a tutti un livello più alto di cultura e questo non può che partire da un solo centro: la scuola. Inoltre oggi non è tanto il contatto con le persone che porta diffusione di idee ma come ben sai sono i mezzi di comunicazione, televisione e via dicendo. Quindi non c’è speranza per una generazione che è sempre più disposta a farsi rincoglionire dai programmi di maria de filippi o dalle veline o eccetera, e tutto quello che a te sembra vero solo perché sostengono le tue idee in fin dei conti se osservi a fondo è solo scena per un secondo fine. È anche vero che se si parte da questo presupposto non si arriva da nessuna parte ma è una condizione il fatto che pur avendo la possibilità e la capacità, persino la voglia di migliorare lo stato delle cose, penso comunque sia inutile, perchè se ci rifletti saremmo comunque una minoranza e finiremmo per non concludere una sega con la solita etichetta di nullafacenti. Tutto questo perché? Perché non possiamo permetterci un impero televisivo come quello di Berlusconi. Se avessimo quello avremmo il mondo in mano.

      • Condivido molto di quello che tu hai scritto. Però noto nelle tue parole una abbattimento a tutto ciò, a vent’anni o poco più questo non deve essere nonostante tutte le difficoltà di questa cultura , società.
        La forza di combattere ciò che non è giusto, il combattere questa società di marionette nelle mani delle televisioni e giornali del Premier non ci trova in minoranza; alla nostra età si deve avere la SPERANZA,la FORZA, le IDEE per cambiare tutto ciò che porta a un livello pessimo la nostra cultura.
        C

  4. Chiara la speranza di portare questo paese ad un buon livello di cultura (come molti paesi europei )ci deve essere e dobbiamo lottare per ciò. Tu mi critichi dicendo che non sono abbastanza o per nulla dentro questa realtà. Forse hai ragione ma io credo che la cultura non possa partire solo dalla scuola , la cultura moderna di questa generazione è molta complessa. Il vivere in pieno la propria vita da studente, il confrontarsi con altre realtà (anche molto vicine a noi) , il gioco frenetico di fare l’amore e studiare montagne di libri, l’alternarsi di vini e visi, (visi di persone non di bassa cultura ma vogliosi di gridare al mondo la propria giovinezza) può portare cultura nelle nostre vite e in quelle future.
    La scuola è un’arma fondamentale per la nostra cultura , e come tale va difesa con ogni forza ma il suo contorno è ancora più costruttivo per il proprio bagaglio di esperienza e di cultura.
    Il rinchiudersi in una minoranza che da quasi tutto per spacciato o per etichettato non è nel mio pensiero come non lo è per molti. Credo anche che ancora oggi ,nonostante la velocità comunicativa attraverso internet ed altro, il contatto continuo con nuove persone ( anche fisico , la mia età mi giustifica 🙂 ) può portare ad un “terremoto” di idee. Cara Chiara solo una parte della nostra generazione è disposta a imbecillirsi con certi programmi, ma poi c’è una altra buona parte che si ritrova all’università per discutere di sogni e speranze, per poi ritrovarsi a bere fino a mattina cantando canzoni e ridendo. Quest’altra parte cerca di vivere in pieno la sua gioventù, i suoi sogni e tutte le esperienze di una vita senza telecomando tra le mani. La scuola è punto di unione , oggi più che mai distante dalla realtà e noi dobbiamo lottare per avere un buon livello di cultura, ma molti lottano si danno da fare !
    Di possibilità ce ne sono tante , se anche siamo una minoranza non vuol dire che dobbiamo smettere di cercar di risolver questa crisi di cultura , di società.
    Ti concludo dicendo che il mondo in mano l’abbiamo dobbiamo far sì che non diventi un ricordo appannato.. io confido in te !

    grazie !!
    REMO CASTELLINI

    P.S. come stai? vorrei avere notizie di te ?

  5. Chiara Riccioni said

    Io e te l’abbiamo sempre pensata in maniera diversa e vedo che questo continua. Anche a me piacciono le amicizie, gli amori, gli studi, insomma i brividi che ogni uomo prova da quando è sulla terra. Se non mi piacessero non sarei umana. Hai ragione, il contatto con gli altri è importantissimo, certo, per chi la pensa come noi, che crediamo che un mondo diverso sia ancora possibile; io lo penso, non lo nego. Ma devi riconoscere che siamo una minoranza, perché il mondo funziona ( cioè malfunziona) con i media, con i computer, con i pc, con gli ipod, con gli iphone, con le webcam, etc.. Possibile che non te ne accorgi? Cioè, abbiamo scarse possibilità di vincere se non ci diamo una mossa. Infatti prima, la gente, senza questo cancro di televisione, reggeva la sua vita su relazioni umane, su quello che scriveva, quello che si diceva… adesso invece è tutto robotizzato, perché la maggior parte delle persone si relaziona attraverso qualcosa che non è vero, tipo uno schermo, un pc che ti può solo presentare indirettamente una verità la quale appunto non sai se è vera proprio perché è indiretta. Non capisci che abbiamo poche scelte? Che differenza c’è fra quello che la sera si impasticca fino all’orlo, che si “sballa” in discoteca, quello che si ubriaca con gli amici, si diverte, si fa i cavoli suoi o quello che invece la sera rimane a casa a studiare, guarda la televisione, che differenza c’è? Proprio nessuna, siamo tutti carne da macello di fronte a chi ha la possibilità di farci pensare come la vuole lui. E’ come alle elezioni, c’è una parte che vota a destra, una che vota a sinistra e gli astenuti. Così come c’è chi crede in un altro mondo possibile, chi non ci crede e chi non ci pensa e la parte che non ci pensa sta crescendo sempre di più. Ed è quella parte che ci fa perdere, ma ripeto non è colpa loro, paradossalmente è colpa di macchine, robot. Detto questo io vorrei sapere come cavolo fate ancora tu e quelli come te a pensare che la volontà di pochi sia quella di tutto il mondo, il mondo è fatto di sfaccettature immense, ognuno la pensa in maniera sempre più diversa. Veramente, sono affascinata, qual è il meccanismo che vi spinge a pensarla così? Non mi dire l’amore, la fratellanza, l’amicizia. Non che non sia vero ma queste cose, che sono valori esistenziali fondamentali( e per questo non andrebbero sventolati ogni volta che si apre la bocca), a forza di ripeterle stanno diventando un clichè privo di fondamento. Ma non sarà ora di darci una svegliata pure sul piano del “come la penso veramente io”, io essere umano, ragazzo, ragazza, pensante? Ma realmente, non per finta o tanto per dirlo. La maggior parte della gente che incontro a cui chiedo:” come la pensi di come va il mondo?”, o mi ridono in faccia, o fanno finta di niente o la risposta è vaga, non c’è passione in quello che dicono, lo vedo che non ci credono. E’ chiaro allora che se continuiamo a non riconoscere il problema, a non scriverlo nero su bianco, non riusciremo mai a risolverlo. Bisogna capire che un computer, una televisione, può essere la cosa più schifosa se usata male è la cosa più utile se usata bene, possiamo cambiare il mondo. Può essere veramente veicolo di nuove idee, nuovi progetti, nuove rivoluzioni; e non mi dire che lo è già perché non è vero, vedi forse cambiamenti? E ti ripeto che io non sono abbattuta ; se lo fossi, non avrei neanche la forza per avere le mie opinioni, sarei fra gli astenuti, invece ce l’ho, sono viva.

    Devo dire che mi sorprende il fatto che tu chieda mie notizie, come mi sorprende il fatto che continui a rispondermi, sai ho un ricordo un po’ confuso di te. Comunque tutto bene. Grazie, tu?

    • ok risponderò alle tue domande secondo la mia visione !
      Io penso che la volontà di pochi avvolte se gestita bene può diventare la volontà di molti, sono poi d’accordo con te che dobbiamo darci una mossa , (anche se rimaniamo una piccola minoranza), a non rimanere paralizzati dai vari pc e televisioni. Qui si cela un grosso problema , come farlo? Il mondo delle persone ha tante sfaccettature,come appunto affermi tu, ognuno però può contribuire a fare la sua parte con i propri mezzi, io vorrei rispondere che a portare la ribalta la coscienze dei pochi (cioè di quelli ancora non rincoglioniti dalla tv,pc,..) debba essere compito di una parte della politica! Appunto vorrei ,perchè è noto a tutti lo stato paludoso della politica.
      Però c’è quella piccola speranza che ti porta a lottare che ciò avvenga; potresti di nuovo domandarmi da dove nasce o da dove viene , io ti risponderei che non lo so forse è una coscienza che nasce dentro noi grazie alla nostra educazione.
      Se tu mi chiedessi come va il mondo , io di getto risponderei male . Questo è il mio pensiero però è comune a tanti, poi le sfumature del perchè è un male sono mie considerazioni , miei pensieri, che possono essere diverse da un’altra persona che sempre che il mondo va male !
      Allora qui interviene la politica , la scuola , internet, i giornali i quali ci danno le dimensioni delle cose, e ci permettono di valutare secondo il nostro metro, sta a noi poi verificare la verità delle varie notizie sta alla nostra fame di conoscenza e di sapere.Forse bisogna mettere noi stessi (ognuno come desidera) dei paletti a questo mondo robotizzato… che ne pensi?
      Poi, io comunque mi sento diverso da chi va in discoteca il sabato sera , o da chi rimane a casa a studiare (ammetto che avvolte ci sono rimasto), o chi si sbriciola il cervello con la tv… . La mia vita è diversa da queste, forse perchè non la conosci o non l’hai mai provata ma fidati che è completamente diversa ..e non mi sento carne da macello.
      Sarà forse un sogno , ma ciò mi permette di aver forza di indignarmi ogni giorno contro le cose ingiuste e di crearmi un mio pensiero.
      Sono d’accordo con te bisogna capire che il pc , la televisione,.. possono essere la cosa più utile al mondo se affrontati i problemi . Si possono essere veicolo di nuove idee ma sopratutto in Italia non vedo cambiamenti.

      Non tanto bene è un brutto periodo; ora vivo a Roma (zona san lorenzo), studio scienze politiche alla sapienza e diciamo che ho quasi finito .. mancano pochi esami .. tu cosa studi? Posso immaginare che ricordo che hai di me, ma credo che non sia il luogo per chiederti scusa o per darti spiegazioni , devo dire che ciò mi dispiace ma me lo merito.
      Ti lascio la mia e-mail: remo7@hotmail.it

  6. chiara said

    Ok, non la pensiamo nella stessa maniera. Mi rispondi come se io non provassi sentimenti, mi parli della tua piccola speranza come se io non ce l’avessi….Se vado ancora a votare ci sarà un motivo, no? Comunque mi dispiace che sia un brutto periodo per te, spero non sia qualcosa di grave, lo spero davvero.
    Credo di non poter continuare questa conversazione, anche se l’argomento è interessante, la cosa mi fa soffrire. Ti auguro ogni felicità.

    • Chiara scusa non volevo farti soffrire, e mi piacerebbe scambiare idee con te , ti vorrei far vedere dei miei progetti e vorrei una tua opinione ….!! sono molto contento di questa discussione …. e sono convinto che tu provi dei grossi sentimenti! se vuoi d’ ora in poi mi puoi contattare sulla mia e-mail remo7@hotmail.it

  7. chiara said

    Remo possibile che non capisci? Ho mentito, il mio ricordo di te non è affatto confuso. E’ meglio che lasciamo perdere. Perché vuoi le mie opinioni? Quanto credi possa andare avanti questa storia? Fino a che punto credi possa dare giudizi sui tuoi progetti senza pensare al passato? Hai capito? Poi basta che la cosa sta diventando patetica.

  8. Remo said

    Chiara non riesco a mandarti l’e-mail .. provo a scriverti qui.. magari ti arriva il messaggio !! ho provato in tutti i modi da giorni ,…. non so più che fare …!!! te lo allego qui sotto .. sperando che lo leggerai

    ciao Chiara scusa se ti scrivo solo ora … sono stato a Genova e tornato a
    Roma ho dovuto preparare due esami .. tosti !! Praticamente non ho acceso il pc
    … !! Poi in questi giorni ho provato a scriverti ma ho avuto problemi con l’e-
    mail ; in effetti hot mail avvolte scazza di brutto ! Nulla… riprendendo il
    nostro discorso … ti volevo dire che vederti era solo per rincontrarci per
    vedere che fino abbiamo fatto … come siamo diventati ! … come da vecchi
    amici che non si vedono da anni .. la mia proposta non aveva altri fini ! …
    Però a me va bene continuare a scriverci .. mi fa molto piacere parlare per e-
    mail con te .. e devo dire che mi ha aiutato in questo periodo difficile !! Si
    è vero … anche se avvolte le parole son state forti e hanno riaperto vecchie
    ferite … mi hanno aiutato ! Il tempo è passato …. eppure avvolte mi sembra
    ieri … di fare le nostre passeggiate , di raccontarci le nostre fantasie e di
    uscire con quell’amore dalla quotidianità cittadina .. !! Le parole avvolte
    vanno spese bene e con un giusto peso …. io in queste mie e-mail ho cercato
    di farlo .. per non ferirti di nuovo ! Sono molto cambiato e questo lo devo a
    tutte le persone che ho incontrato sulla mia strada , compresa te … anzi
    forse tu mi ha dato tanto di quello che sono oggi , forse neanche volendolo !
    Prima non potevo capirlo .. ma ora è chiaro!!

    Parlando di altro … Questo periodo è davvero odioso, il caldo , gli esami
    che mi perseguitano come una vecchia zia ! vorrei star sdraiato tutto il giorno
    a dormire come fanno i gatti , e svegliarmi la sera per andare a sentire un pò
    di blue e jazz nei club !! si questa sarebbe proprio una bella estate !!… a
    te come va l’università??! e sopratutto che facoltà fai ?!!

    P.S.spero che questa e-mail ti arriverà … sennò abdico hotmail !! Senti ho
    fatto il Blog nuovo se hai tempo gli puoi dare un occhio … così mi dici se
    ti piace o sedevo cambiare qualcosa secondo il tuo gusto …http:
    //remocastellini.blogspot.com
    !! SONO BEN ACCETTE LE CRITICHE…

    NOTTE… bacio

    Remo

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