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articoli e appunti da franco carlini

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Per 2000 yuan la testata di Zizou è copyright

Posted by franco carlini su 4 agosto, 2006

di Franco Carlini, il manifesto

Solo duemila yuan, 196 euro, per registrare un marchio in Cina. Zhao Xiaokai, a capo di una piccola società di relazioni pubbliche, nei giorni scorsi ha realizzato una silhouette dove un tipo impartisce una (meritata?) testata a un altro. I volti non si riconoscono, ma la forza evocativa delle sagome è altissima. È il fantasma di Zinedine Yazid Zidane, detto Zizou, che a questo punto continuerà a colpire, per l’eternità, il torace di Marco Materazzi. Nel frattempo la pagine dedicata a Z.Z. sull’enciclopedia onlineWikipedia, versione francese, è stata congelata dai gestori perché aveva subito troppi vandalismi: su Wikipedia chiunque può editare le voci liberamente e questo, nei casi più controversi, suscita i peggiori sentimenti. Quasi in contemporanea l’arbitro dell’incontro Francia-Italia, Horatio Elizondo, ha regalato il cartellino rosso (proprio «quel» cartellino rosso) al presidente del suo paese, l’argentino Nestor Kirchner. Tutto questo fa parte dell’invenzione della tradizione e del mito. Nel frattempo mister Xiaokai è andato all’apposito ufficio a depositare il suo disegno, che d’ora in poi potrà essere legittimamente concesso in licenza per farne magliette, cappellini, tazze, qualsivoglia cosa. Un colpo di testa trasfigurato in colpo di genio (del marketing). Ma è anche la conferma che quella umana è una società di simboli, il che è vero fin dai primi stupendi affreschi nelle grotte del Neolitico, con una differenza tuttavia rispetto a quei tempi forse più felici: che la creatività umana, sia essa una testata o unaMfatta ad arco, o quattro notemesse in fila, non era ancora diventata «proprietà intellettuale». Un racconto veniva reinventato oralmente da migliaia di narratori e così un canto o un gesto di danza. Le leggende degli eroi che prendevano a testate i nemici divenivano poemi patrimonio dell’umanità. Così come i cervi della Grotte Chauvet o i coccodrilli disegnati sulle rocce del deserto dell’Akakous. Chi inventava una sfoglia di pane, tipo pizza, ne raccontava subito la ricetta agli amici, perché la copiassero e migliorassero. Come del resto ha ben capito Giorgio Armani, lusingato che in Cina lo imitino. Solo che i cinesi ormai si fanno imarchi loro. Trascurando la serenità di Confucio si ispirano alle nostra mimica più mediterranea.

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