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burning man / I Googlers nel deserto

Posted by franco carlini su 14 settembre, 2006

Erano in 40 mila sabato 2 settembre a ballare intorno all’uomo che brucia, The Burning Man, il festival della controcultura californiana che si svolge, ad ogni fine estate, nel Black Rock Desert del Nevada, 150 chilometri a nord est di Reno. E come ogni volta, tutti hanno ballato e cantato attorno al fantoccio di legno di 12 metri, The Man, che bruciava, insieme a mille fuochi d’artificio. La playa (così viene chiamata quella terra calda, arida e obbiettivamente desolata) ogni anno risulta più popolosa e ricca di iniziative e performances artistiche. Larry Harvey inventò l’evento nel 1986 insieme a un gruppo di amici sulla Baker Beach, la lunga spiaggia  alla base dei pendii occidentali del Golden Gate di San Francisco e il fantoccio era allora di soli due metri e mezzo. Oggi Harvey, intervistato dal San Francisco Chronicle si è detto particolarmente soddisfatto: «vedo che il Burning Man è maturato, è ben oltre l’adolescenza. Tutto è più grande, le sculture, le auto decorate artisticamente». Dal Belgio per esempio 90 artisti hanno spedito 100 miglia di legno, poi montate in una caverna a forma di ciambella dove si suonava musica elettronica. Tra i diversi campi del raduno il più popolare certo è stato quello dedicato all’uragano Katrina, mentre un gruppo di «Bruciatori (burner) Senza Frontiere» hanno recuperato i legni dell’edizione 2005 costruendo con essi un tempio buddista nel Missouri. Tra i partecipanti, mescolati nella folla con le loro moto, c’erano anche Larry Page e Sergey Brin, i due ragazzi ormai miliardari che fondarono Google giusto nove anni fa, il 7 settembre 1998. Ci sono venuti per diletto, forse per sentirsi ancora giovani, ma forse anche perché non ‘è luogo migliore negli Stati Uniti per incontrare persone eccezionali e, come si suol dire, «innovative». Chrys Taylor della Cnn ricorda di averli visti anche nell’edizione dell’anno 2000, con il corpo debitamente pitturato di blu e di verde. Nel 2001 venne loro chiesto perché avessero scelto Eric Schmidt come amministratore delegato di Google e loro risposero: «perché era l’unico candidato che aveva partecipato al Burning Man».

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