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editoriale / La media company non alletta le Borse

Posted by franco carlini su 21 settembre, 2006

 

di Franco Carlini

Il grande portale internet Yahoo! martedì ha perso in borsa l’11,21 per cento perché il suo direttore della finanza aveva dichiarato che si registrava un rallentamento delle inserzioni pubblicitarie online. Wall Street come noto ha i nervi tesi, e l’annuncio, per wquanto sotto tono e tranqueillo, ha trascinato all’ingiù anche altri titoli tecnologici. Yahoo!, come e più di Google, è stata presentata come la media company del futuro, dato che offre testi, ricerche, posta elettronica, notizie, filmati, , ma l’episodio conferma quanto difficile sia quella strada che il buon Tronchetti Provera ha delineato epr la sua Telecom Italia.

Ancora a proposito di telecomunicazioni: il Financial Times fa notare al presidente Guido Rossi e a tutti noi, che “Telecom Italia deve trovare miliardi di euro per investire nella prossima generazione di reti a larga banda” (è quanto viene raccontato nel servizio in questa stessa pagina). Ma osserva anche la stessa Telecom “non ha ancora comunicato pienamente agli investitori perché la settimana scorsa ha deciso di dividersi in tre”.

Nel frattempo chi transiti per l’aeroporto di Fiumicino e per molti altri non luoghi d’Italia, si troverà sommerso da grandiose pubblicità dove Elisabetta Canalis sorride allo slogan “All you need is One”, ovvero “tutto in uno, ne avete bisgno”. Al di sotto compaiono tre marchi: Tim, Alice e Telecom. E’ il modello che Tronchetti ha appena deciso in fretta e furia di spaccare, senza dirlo non solo a Prodi, ma nemmeno alla sua agenzia pubblicitaria. Il danno di confusione verso i consumatori è enorme.

Da non perdere anche le iniziative di Wendy Deng. La giovane moglie di Rupert Murdoch (37 anni), è stata mandata dal marito nel suo paese natale, la Cina, per vedere se sia possibile sviluppare anche lì il social network MySpace. Questo sito è tra i più frequentati nell’internet occidentale, dove raccoglie 106 milioni di utenti registrati, secondo i dati resi noti l’8 settembre scorso. Ogni utente ha un profilo dove descrive i suoi interessi e si lega ai suoi amici in sottocomunità. Nasce per i giovani e la musica, ma ormai contiene di tutto. Murdoch l’ha acquistato l’anno scorso per 580 milioni di dollari. Il business sta tutto nella pubblicità online, che viene diretta e mirata agli interessi dei membri della rete. E’ proprio sul “possesso” degli abbonati che si è rotta la trattativa trea Murdoch e Telecom Italia.

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