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Guerra in linea (strategie Vodafone)

Posted by franco carlini su 27 ottobre, 2006

Bruno Perini, il manifesto
È la sfida più insidiosa e più ambiziosa degli ultimi anni alla «rendita» di Telecom Italia, al tanto odiato canone pagato da milioni di persone per la telefonia fissa. Una vera e propria «aggressione» al core business del colosso delle Tlc, che apre una fase nuova nella feroce competizione che si sta celebrando nella convergenza tra fisso e mobile.
Stiamo parlando del gruppo Vodafone Italia che proprio ieri, a poche ore dal cda che ha aperto l’era Rossi, ha lanciato la prima formula integrata che consente di avere sul cellulare anche il numero fisso eliminando così il costo del canone. L’operazione, è stata annunciata con grande enfasi dall’amministratore delegato della società Pietro Guindani e dal direttore generale Paolo Bertoluzzo, che per l’occasione hanno usato termini come «svolta epocale», «Rivoluzione», «Una nuova tappa nella strategia di Vodafone».
Un assalto in grande stile al colosso Telecom e alla sua posizione di rendita nel fisso? «Questo lo dice lei – commenta con il sorriso sulle labbra Pietro Guindani – io non posso dirlo in quei termini. Certo, la nostra è una sfida sul terreno più caro al nostro concorrente. E non sarà l’ultima. D’altronde non ci stancheremo mai di dire che mentre nel mobile il mercato è liberalizzato, nel fisso c’è una posizione dominante che va sciolta se davvero si crede nella concorrenza». Anche Telecom nel cda che si è tenuto mercoledì ha annunciato la convergenza fisso mobile. Dove sarebbe la novità di Vodafone? «Diciamo, senza timore di essere smentiti, che la nostra è la prima concreta integrazione tra fisso e mobile che dà benefici ai clienti contrariamente a quella annunciata dal nostro concorrente». «Siamo il primo operatore -aggiunge l’amministratore delegato di Vodafone- ad abbattere in Italia l’ultimo muro che separava il telefono di casa dal telefonino. Questa è concorrenza vera, dimostrazione di cosa intendiamo per innovazione semplice e utile». In sostanza, hanno spiegato i due manager, sarà possibile avere sul cellulare gli stessi vantaggi della telefonia mobile, mantenendo entrambi i numeri. Uno scenario, quello ipotizzato da Vodafone, che potrebbe essere doloroso per Telecom: se il prodotto del gruppo anglosassone si affermasse spingerebbe i nuovi clienti di Vodafone a lasciare in un solo colpo sia un numero fisso che uno mobile.
Perchè, secondo Vodafone, il prodotto di Telecom Italia, definito «Unico» non darebbe gli stessi vantaggi del nuovo prodotto? «Non vogliamo entrare nei dettagli delle proposte dei nostri concorrenti ma se lei ci chiede in che cosa si differenzia la nostra proposta da quella di Telecom Italia glielo dico subito: chi sceglie la formula di Telecom deve cambiare telefonino, dotarsi di un voip e mantenere il fisso. Con Vodafone Casa Numero Fisso, il telefonino rimane lo stesso, il numero anche e chi lo vuole può staccare la spina del fisso e tenersi un solo telefono».
Abolito il telefono fisso, il cellulare funzionerà dunque come unico strumento per ricevere le telefonate sul numero di casa che, una volta lasciato l’appartamento, saranno trasferite su quello del cellulare. Una volta fuori casa, l’utente potrà decidere se attivare il trasferimento di chiamata, ricevendo così le telefonate indirizzate verso casa, inserire la segreteria telefonica o non rispondere, ricevendo poi un sms con il quale Vodafone lo informa delle telefonate ricevute. In sostanza per chi chiama non cambierà nulla, continuando a pagare come una normale telefonata sul fisso. Chi riceve non sosterrà alcun costo se in casa mentre fuori casa, se accetta la chiamata, pagherà uno scatto alla risposta di 15 centesimi al minuto. Il contratto prevede inoltre 1.500 minuti gratis per chiamate verso numeri fissi ed un contributo mensile di 9,99 euro.
«Ci attendiamo una convocazione dell’authority per le comunicazioni quanto prima e lì esporremo la nostra esposizione nel dettaglio». Pietro Guindani, a margine della conferenza stampa per la presentazione della possibilità offerta da Vodafone di trasferire il numero fisso di casa sul telefonino, non si è sbilanciato a proposito delle cose che dirà all’antitrust in merito alla posizione di Telecom e all’ultimo miglio. A chi gli chiedeva se Vodafone potesse essere interessata ad un eventuale ingresso societario nella rete fissa, Guindani ha detto: «Non so rispondere a questa domanda». L’amministratore delegato dell’operatore telefonico, commentando le decisione di ieri del Cda di Telecom ha detto che «la svolta strategica del nostro competitore desta alcune preoccupazioni, ma abbiamo fiducia nell’Autorità per le comunicazioni e nell’Antitrust». Guindani ha aggiunto, riferito alla rete fissa, di aspettarsi che «qualunque infrastruttura di natura monopolistica sia aperta a tutti gli operatori mobili e fissi» anche per quanto riguarda «la Next Generation Network che altro non è che l’insieme delle centrali che forniranno dati in modo sempre più veloce». Guindani ha inoltre ribadito che la sua preoccupazione riguardano due temi in particolare: da un lato «la modalità di scorporo della rete fissa che deve comprendere l’ultimo miglio e le infrastrutture di rete incluso la Next Generation Network altrimenti sarebbero svantaggiati gli operatori fissi alternativi» a Telecom. Dall’altro lato occorre «scorporare la divisione commerciale fissa e mobile di Telecom» per evitare che l’ex monopolista utilizzi «la posizione dominante nel fisso per rafforzarsi nel mobile». Sulle modalità con cui realizzarla Guindani ha aggiunto che il fine è la separazione e che al riguardo anche la creazione di due divisioni separate potrebbe essere sufficiente. «Telecom Italia – ha detto ancora l’amministratore delegato della Vodafone – ha il 78% del mercato. E’ per questo motivo che chiediamo all’Authority di fare la sua parte. Si è mai chiesto come mai nessuno lamenta la convergenza tra fisso e mobile di Wind? Semplice: Wind non ha una posizione dominante, mentre Telecom Italia sì».
Paolo Bertoluzzo, direttore generale del gruppo, torna a parlare della «rivoluzione» Vodafone: «Un’aggressione al core business di Telecom? Non userei questa immagine. Ci limitiamo a dire che la nostra è una risposta a un bisogno di massa, non una roba da tecnofan. E siamo convinti di aver risposto con un servizio semplice ed estremamente convincente».
E i clienti che utilizzano Internet? Perchè un cliente di Alice dovrebbe lasciare quel servizio fornito da Telecom per passare a Vodafone Casa Internet? Paolo Bertoluzzo ti mostra una delle offerte di Vodafone, Time Unlimited che prevede con 30 euro al mese la connesione internet per 10 ore al giorno a velocità che vanno da 1,8 a 3,6 megabit. «Il grande vantaggio – spiega il direttore generale – è che con una connecting card ci si può connettere a Internet ovunque, anche all’estero». I vertici di Vodafone sono molto guardinghi a proposito della reazione di Telecom e annunciano «vigilanza». Come risponderà il gruppo presieduto da Guido Rossi all’offensiva di Vodafone? Molto dipende da come andranno le trattative aperte dal presidente con l’antitrust. Per Telecom è decisivo sbloccare la questione della convergenza: il gruppo aveva già proposto al mercato un prodotto tecnologicamente sofisticato che prevedeva la convergenza tra fisso e mobile con un unico apparecchio, ma l’Agcom ha annacquato il progetto. Se i vertici di Telecom riusciranno in breve tempo ad alleggerite la posizione dominante del gruppo grazie allo scorporo di una società che gestisca l’ultimo miglio, il gruppo potrà mettere in campo tutta la sua tecnologia per replicare a Vodafone. La guerra comunque è aperta e sarà all’ultimo sangue, non all’ultimo miglio.

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