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software / La virtù del virtuale

Posted by franco carlini su 9 novembre, 2006

La parte tecnica dell’accordo tra Microsof t e Novell di cui nel pezzo qua sopra ruota attorno a tre temi, sui quali lavorerà un centro di ricerca e sviluppo comune, ancora da costituire: virtualizzazione, servizi web e compatibilità dei formati. La prima è una tecnica, da tempo in uso nell’informatica, per far sì che una macchina si comporti come un’altra, grazie a uno strato di software interposto tra l’utente e l’hardware. Per esempio un Pc classico può apparire come un Macintosh attraverso un software che, «girando» sopra il sistema operativo Windows, simula l’interfaccia di un Apple. Oppure un computer che ha poca memoria di lavoro può «fingere» di averne di più, «sequestrando» un po’ del disco rigido e trattandolo come una Ram – una memoria virtuale. E’ possibile farlo grazie alla accresciuta potenza dei microprocessori e alla versatilità del software anche se c’è il rischio che il tutto sia più lento. Nel caso di Microsoft e Novell, sarà dunque possibile avere una faccia Windows su macchine Linux o viceversa. I web services sono un terreno che molto preoccupa Microsoft perché molti, per esempio Google, offrono in rete prestazioni applicative come scrivere testi e gestire tabelle elettroniche anche a chi non abbia Word né Excel. Sono destinati a crescere e a diventare robusti: l’idea di Microsoft è di offrirli anche lei, sia pure in qualche modo agganciati al suo sistema operativo Vista, che debutterà questo 30 novembre. La compatibilità dei formati dei documenti è tema che sta molto a cuore ai governi che ormai chiedono a tutti i fornitori di usare degli standard che siano almeno facilmente leggibili e lavorabili anche da chi non usi il software Microsoft; si tratta di un’elementare regola di non discriminazione e di un bisogno di maggiore circolazione dei testi pubblici. La questione è tecnicamente assai complicata, vista l’eredità dei formati chiusi, ma deve essere risolta.

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Una Risposta to “software / La virtù del virtuale”

  1. l0ne said

    Precisazione: virtualizzazione fa sì che una macchina si comporti come un’altra macchina _con lo stesso processore_ (cioé senza interposta persona tra il programma dell’architettura virtualizzata e il processore). Altrimenti, si parla di emulazione. (Ad esempio un PC con x86 emula ma non può virtualizzare un Mac con PowerPC.)

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