Chips & Salsa

articoli e appunti da franco carlini

  • fc

Cellulari aperti

Posted by franco carlini su 14 dicembre, 2006

Agostino Giustiniani

DIY, per gli anglosassoni che amano gli acronimi significa «Do It Yourself», fattelo da solo. E «DIY cell phone», fatti il tuo cellulare, è il programma di lavoro di un gruppo di giovani imprenditori e tecnofili americani. Dove: nella Silicon Valley naturalmente. Più precisamente la sessione di ieri, 13 dicembre, si è tenuta al TechShop di Menlo Park, una sorta di laboratorio aperto per hobbisti di tutti i tipi, dotato di frese, torni, saldatrici eccetera.

Il gruppo di è voluto chiamare Homebrew Mobile Phone Club, e per coloro che ricordano la storia recente dell’informatica, la citazione è evidente e ambiziosa dato che Homebrew Computer Club si chiamava, alla fine dei ’70, il gruppo di appassionati che discuteva di come farsi in casa un microcomputer, usando i microprocessori appena arrivati sul mercato. Due di loro ci riuscirono davvero e si chiamavano Steve Jobs e Stephen Wozniack, i due ragazzi che inventarono la Apple. Lo spirito era insieme fanatico per la tecnica e libertario per la politica e l’economia. Un computer per tutti, come grimaldello di una (forse ingenua) rivoluzione sociale era il pensiero corrente.

La storia oggi si ripete, anche se in termini diversi,. Perché la storia non si ripete mai davvero. Comunque l’oggetto dei desideri di libertà è il telefono cellulare, appunto. Una cosa davvero personale, che si vende a ritmi sconvolgenti in tutti i paesi del mondo, e soprattutto in quelli in via di sviluppo. I leader di mercato sono la svedese Nokia, l’americana Motorola, le sud coreane Samsung e LG. Sono loro, in proprio o in accordo con i grandi operatori telefonici come Vodafone, Verizon, T-Mobile, a progettare e realizzare i nuovi oggetti da tasca, decidendo quali funzioni inglobare e quale forma dargli. Una delle tendenze degli ultimi anni, per esempio, è stata di farli sempre più sottili; cominciò la Motorola con il suo Razor, inseguita ed emulata da Samsung. Un’altra linea di mercato è quella di farne delle fotocamere e dei lettori di musica Mp3. Una terza ancora, recente, vede la crescita degli Smart Phone, detti «furbi», appunto, perché contengono software e sistemi operativi assai arricchiti. Per esempio uno dei più recenti, il Treo 750v, offre sempre in formato tascabile, i principali programmi applicativi di Microsoft, come Word, Excel, Internet Explorer.

Ma allora che gusto c’è a farsi un cellulare da soli? Nella precedente sessione del Club uno dei suoi fondatori, Matt Hamrick, è arrivato con un prototipo del suo Tuxphone. Nulla a che fare con quegli oggetti colorati e gradevoli che si vedono nelle vetrine, piuttosto due blocchi di chips collegati con un po’ di fili volanti. Ma gli increduli spalancarono gli occhi. Come ha raccontato la rivista Wired, Matt chiese ai presenti: «qualcuno di voi ha una scheda Sim da prestarmi?» e poi «Qualcuno di voi mi dice il suo numero cellulare?». Detto fatto, la Sim inserita chiama il numero richiesto e il cellulare fatto in casa funziona. Il primo Tuxphone venne realizzato da Surj Patel nel gennaio scorso e presentato a una conferenza californiana sulla tecnologie emergenti. Un sito apposito, www.opencellphone.org, descrive gli sviluppi del progetto e permette di scaricare gli schemi costruttivi. Le singole parti possono essere acquistate online e il montaggio sarà a cura dei singoli. Il tutto viene gestito da un software che non è altro che il sistema operativo aperto Linux, il che spiega anche il nome: un Telefono linUX.

Resta la domanda: perché farlo, quando sono centinaia i modelli cellulari disponibili, praticamente per ogni gusto, esigenza e portafogli?. Una delle risposte possibili è la sfida a fare meglio, e secondo le proprie esigenze quanto il mercato non soddisfa fino in fondo. L’altra, insieme politica e tecnologica, è continuare la strada dei prodotti aperti, dimostrando che può finire la strada degli acquisti a scatola chiusa e che anche gli utilizzatori devono avere la possibilità di modificare le tecnologie, se ne hanno voglia e se ne sono capaci.

Può darsi che il Tuxphone non sia mai un successo, e certamente non di massa, ma conferma una tendenza ben netta: la cultura aperta, sia quella del software aperto, che quella degli accessi aperti alle conoscenze, continua a macinare e a influenzare positivamente il mondo, in tutti i settori. Si pensi al progetto OScar (www.theoscarproject.org), ovvero un’automobile (car) in Open Source. E’ un’idea del tedesco Markus Merz e il suo obbiettivo è di usare la filosofia aperta per progettare un’auto semplice, furba e funzionale. E poiché la forma è figlia della funzione, si tratta, più a monte di ripensare l’idea stessa di mobilità. Il manifesto iniziale era certamente troppo ottimista, ha scritto di recente la rivista Business Week: «Costruire un’auto senza un centro di ingegneria, senza soldi, senza frontiere, ma con l’aiuto della creatività della comunità Internet».  E tuttavia prosegue e va crescendo in fama e popolarità. Un’altra dimostrazione, forse, che lo stato della tecnologie attuali a molti appare insoddisfacente. 

 

Annunci

2 Risposte to “Cellulari aperti”

  1. […] Leggi il post completo di: franco carlini POST CORRELATI: Cellulari più venduti Ottobre 2006 Krusell è una compagnia svedese specializzata in produzione di custodie protettive per cellulari, ogni mese stila la classifica delle custodie più vendute; anche se non:Prova cellulari: Lg U310Un Umts super-compatto, con un rapporto dotazione-prezzo piuttosto interessante. Ecco tutti i segreti della nuova conchiglia coreana distribuita da 3 Leggi il post completo di: :La Dakar 2007 si corre sui cellulari Electronic Arts ha annunciato l’arrivo, dal prossimo 22 Dicembre, di Dakar 2007, gioco ufficiale ispirato al famosissimo raid nel deserto. L’accordo con la società organizzatrice,:E-mail su cellulari economici: novita’ in vista Consultare la propria casella di posta elettronica in mobilita’, presto potrebbe diventare un servizio alla portata del pubblico di massa Original post by Giulio Boresa and: Archiviato in: Cellulari, Chips […]

  2. Alvise said

    Solo una piccola precisazione. TUXPhone non significa Telefono linUX; TUX e` il nome del pinguino, simbolo di Linux, per l’apppunto… tutte le spiegazioni qui: Tux – Wikipedia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: