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Il cellulare nella Rete

Posted by franco carlini su 18 gennaio, 2007

Franco Carlini

 

Una decina almeno di oggetti della vita quotidiana sono stati compressi, virtualizzati e parzialmente integrati nei telefoni cellulari e altri stanno per entrarci. Vediamoli.

1. Il telefono ovviamente, per le chiacchiere vocali, e questa resta la fonte principale del traffico e del fatturato. Non è stata una rivoluzione da poco e non è ancora ultimata, dato che la linea cade e il campo un po’ c’è e un po’ no; siamo in paziente attesa di una voce ad alta definizione.

2. Insieme al telefono quella scatoletta chiamata segreteria telefonica con il nastro registrato e il messaggio spiritoso non esiste quasi più perché i messaggi vocali li recapita l’operatore telefonico. 3. Comunque quei messaggi sono spesso sostituiti dagli Sms, che rimpiazzano le lettere di carta e la casella della posta, nello stesso tempo creando uno stile di comunicazione totalmente nuovo.

A questi oggetti di base, tipici del cellulare, i progettisti hanno via via aggiunto:

5. una macchina fotografica digitale

6. una video camera digitale

7. un registratore audio

8. una radio

9. una televisione

10. un riproduttore di musica

11. un riproduttore di filmati

12. una console da videogiochi

13. l’analogo dell’agenda di carta degli appuntamenti e delle cose da fare.

14. la rubrica dei telefoni e degli indirizzi

15. l’orologio e la sveglia

16. La pila portatile: da quando i monitor sono particolarmente luminosi, parecchie persone usano il cellulare per aggirarsi nelle stanze d’albergo sconosciute, alla ricerca dell’interruttore.

 

Nuovi-vecchi oggetti, poi, sono in coda per essere anche loro compiutamente inseriti nel cellulare, e altri ancora verranno:

17. il portafoglio con le sue carte di credito e le sue monete, che cominciano a essere sostituiti dai pagamenti senza fili, per l’autobus come per i pedaggi. Un annuncio in questa direzione è appena stato fatto da Visa e Nokia.

18. l’atlante stradale, grazie alle mappe che il cellulare può contenere

19. le chiavi della porta di casa, eventualmente da aprire con un comando wireless

 

Questa compressione in uno scatolino di pochi centimetri di molti oggetti fisici che avevano  accompagnato finora le nostra attività e che spesso riempivano le valigette ventiquattrore è sconvolgente. Segnala quanto micro davvero sia diventata la microelettronica e quanto l’azione congiunta di hardware e software abbia abbattuto i costi: provate a calcolare quanto costerebbe acquistare separatamente i singoli oggetti sopra elencati.

Nello stesso tempo dimostra l’importanza della rivoluzione dei computer: tutto questo è oggi possibile e ci appare normale e ovvio, senza nemmeno chiederci il perché, grazie al fatto che verso la metà del secolo scorso un po’ di persone, ebbe l’idea di realizzare non già una macchina da calcolo, ma piuttosto una macchina general purpouse, cioè programmabile agli usi più diversi, dalle buste paga dei dipendenti alla soluzione delle equazioni differenziali. In elaboratore insomma, dove un processore generico si piegasse docilmente ad eseguire ogni istruzione che il software gli comandava.

 

Il nuovo cellulare che si delinea dunque, la tendenza già in atto che Steve Jobs, con il suo fascino freddo e con il logo sfavillante, ha solennemente consolidato la settimana scorsa a San Francisco: il telefono cellulare, come l’abbiamo usato negli ultimi dieci anni sta cambiando ancora e la sua vocazione centrale sarà di essere l’apparato personale di relazione con gli altri, sempre di più attraverso la rete Internet. Convergenza dei mondi, insomma, quello delle telefonate vocali e degli Sms insieme a quello della posta, dell’Instant Messaging, dei siti e dei nuovi servizi web.

La scena che si delinea è dunque questa: l’Internet è così importante per la vita di milioni di persone che la possibilità di averla sotto le dita in ogni momento diventa il vero plus.  E viceversa avere Internet sul cellulare aumenterà gli utenti della rete stessa, senza bisogno di Pc né di cavi fissi. Ma il modo di andare in rete può essere molteplice: i network degli operatori cellulari (specialmente nella versione Hdspa, una banda larga senza fili), ma anche WiFi e WiMax. Per quanto gli operatori cellulari cerchino di proteggere gli investimenti già fatti nelle reti di terza generazione (Umts), la strada inevitabile è quella dell’agnosticismo: gli apparati prendono la connessione da dove c’è, alle migliori condizioni di prestazioni e prezzi. Saltano senza sforzo dall’una all’altra, in maniera trasparente (cioè invisibile) agli utenti. Tutto questo sta già avvenendo, prima che iPhone arrivi (a fine anno in Europa). Esistono cellulari dual mode, esistono decine di modelli smart e naviganti. Sarà lo standard, a prezzi molto più contenuti, nel giro di pochi anni.

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2 Risposte to “Il cellulare nella Rete”

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  2. lorenzo said

    Nella lista aggiungerei appunto la possibilita’ di usare un ‘cellulare’ per accedere a internet e per comunicare pear2pear, usando bluetooth o magari altre nuove e piu efficaci tecnologie.

    Il ‘portafoglio’ integrato nel telefono e’ stato introdotto in giappone da NTT DoCoMo e funziona gia da piu di un anno, anche se con successi alterni. Indubbiamente pero’ la potenzialita’ e’ enorme.

    Con tutte queste funzioni (sopratutto le future) mi vengoni in mente 2 osservazioni:
    1- per usare un cellulare in tutte le funzionalita’ ho verosimilmente bisogno di un computer: scaricare foto e video, passarci i dati quando cambio apparecchio, fare un back-up…
    2- il cellulare va adeguatamente protetto, che succede se me lo usa qualcun altro? Allora magari potrebbe leggere i miei dati biometrici (alcuni pda gia lo fanno) e avvicinarsi a una carta di identita’…

    A ver

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