Chips & Salsa

articoli e appunti da franco carlini

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cellulari. la televisione no!

Posted by franco carlini su 25 gennaio, 2007

Perché nonostante gli sconti, le offerte e i videofonini quasi regalati, il popolo consumatore non li compra e poco li usa per vedere la televisione sul cellulare? Qualche osservatore troppo entusiasta ha di recente annunciato che finalmente l’ora è arrivata. I molti cellu-spettatori che non arrivarono con i mondiali di calcio, infine si sarebbero buttati nella visione mobile, proprio in questi giorni, in una sola settimana, e tutto grazie al Grande Fratello 7, versione Alessia Marcuzzi. Sia lecito dubitarne. Che il direttore marketing e new media della Endemol, la casa produttrice di questo tormento, sia molto contento lo si può capire, dato che è riuscito a venderne i diritti a Tim, Vodafone, 3 e Wind, operatori cellulari tutti ugualmente ossessionati dall’ansia di avere anche loro quello che la concorrenza offre, anche quando non ne sono affatto convinti. Probabilmente mai sapremo, dalle quattro aziende in questione, quanto traffico hanno registrato in queste settimane, ma siamo pronti a ogni smentita delle nostre previsioni pessimistiche. Le quali si fondano non già su un giudizio negativo verso la televisione, stupendo strumento, ma sul semplice buon senso. Il quale ci dice che la fruizione degli spettacoli televisivi e l’uso del cellulare restano, almeno per ora, due cose abissalmente diverse. Nel primo caso ci si mette in poltrona, ci si rilassa, e ci si lascia piacevolmente «invadere» da quello che dal centro viene convogliato vero di noi. Proprio per questo gli schermi si fanno sempre più piatti, sempre più grandi e con definizione sempre migliore. Il che non vuol dire che sia passivizzazione e istupidimento, come dicono gli avversari più severi della televisione. Significa invece che gustiamo immagini e suoni da altri prodotti, lasciandoci prendere per mano dalle emozioni e dal filo del programma, per come gli autori lo hanno pensato. Non sentiamo nessun particolare bisogno di interagire né di modificare, allo stesso modo che un romanzo lo leggiamo per lasciarci condurre per mano dalla magia delle parole dello scrittore; i tentativi di creare romanzi a trama multipla o racconti televisivi da indirizzare secondo preferenza giustamente non hanno mai avuto successo. Moderno caminetto, la tv si presta anche a una visione di gruppo, familiare o amicale, gli eventi sportivi, in particolare, per i quali si organizzano cene e bevute, ma non solo loro. Con il telefono cellulare le dimensioni dei monitor non sono il problema principale perché ai fini della chiarezza delle immagini, quelli attuali anzi sono più che sufficienti, dato che quello che conta è l’angolo visivo: un monitor piccolo a 20 centimetri dagli occhi è lo stesso che uno grande a 4 metri. Potremmo anche dare per scontato che le reti cellulari di terza generazione (Umts) siano adeguate a servire molti utenti televisivi e che la tecnologia Dvb-h, (i segnali arrivano da «normali» antenne televisive, anziché da quelle cellulari) proposta da 3, copra bene tutto il territorio. Facciamo anche l’ipotesi che i costi della tv sul cellulare siano bassi, insomma che non ci siano troppe barriere al suo utilizzo. Ebbene, anche così resta una differenza profonda perché il telefonino è ed è vissuto come un oggetto assolutamente personale, cui si affeziona persino feticisticamente. Esso non è caminetto ma utensile individuale, quasi una protesi permanente (certi auricolari senza fili ne hanno persino l’apparenza). È strumento ormai essenziale per stare in contatto con altri umani cui teniamo, per amicizia come per affari. Dunque insieme individualistico, ma per fini di socializzazione a due vie: ascoltare e essere ascoltati, raggiungere ed essere raggiunti. Per molti che conducono una vita di lavoro affannata e scarsa di contatti umani gradevoli, il cellulare per strada o alla fermata d’autobus offre paradossalmente la possibilità di contatti amicali e genuini, senza fini di lucro né di affari. Strumento della chiacchiera gratuita, «just for fun», giusto per il piacere di farlo. Un’antropologa inglese ha paragonato questa fitta attività di pettegolezzi e parole in libertà al grooming praticato da molte scimmie: si toccano, si spulciano, si sfregano e non lo fanno solo per motivi igienici, perché questa è divenuto comportamento attività sociale con cui si costruiscono e rafforzano legami di gruppo. Fatta con la voce o con i servizi di brevi messaggi di testo (Sms), questa attività resta la principale e la motivazione prima all’uso intenso del cellulare. Tutte le altre funzioni, quella ventina di cose inserite negli apparati di cui si è detto la settimana scorsa (vedi https://chipsandsalsa.wordpress.com) sono accessori talora utili, talora meno, e tale risulta anche la tv. Se c’è, se funziona bene, se non costa troppo, la si può anche usare per vedere l’arrivo di una Formula Uno o qualche goal. Ma anche in questa collocazione psicologicamente secondaria, la tv nel cellulare esce sconfitta dalla radio incorporata o dal riproduttore di musica i quali possono essere usati facendo dell’altro.

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5 Risposte to “cellulari. la televisione no!”

  1. […] il post completo di: franco carlini POST CORRELATI: DVB-H: la televisione sul cellulare si perfezionaLa Digital Video Broadcast […]

  2. Large part of the enthusiasm towards this new technology seems to be spent, and the launch of the service, originally planned for the autumn, is continually slipping from the date when the government asked to the operators to put into action the licence won from an international hard fought competition. Since then the economy has fallen into a deep recession, the plans for the number of users has decreased and the need for massive investment has frightened away many initial investors.” ( )

    Senza aiutarsi con il Web, ditemi a che servizio si riferisce questo pezzo…

  3. […] in Internet, media, telefonia, tv digitale. trackback Perché – si chiede oggi Franco Carlini da Chips & Salsa – nonostante gli sconti, le offerte e i videofonini quasi regalati, il popolo consumatore non li […]

  4. grande franco, splendido esempio di giornalismo.
    hai perfettamente ragione, e cose del genere c’e’ sempre chi le dice, ma il “pensiero unico” del consumo tecnologico a tutti i costi prevale inesorabilmente, perche’ i giornali vivono di marchette e non ne possono fare a meno.

    ad esempio, quando negli anni ’90 tutti si affananvano a parlare di web tv e set topo box per usare internet sulla tv, erano in pochi a dire che la cosa non poteva funzionare, perche’ la tv si guarda in poltrona, mentre il pc si usa seduti al tavolo ,magari pure un po’ protesi in avanti.

    ma tant’e’…
    e’ come se ci fosse un immagine del consumatore come un perfetto idiota, che non aspetta altro di vedere cosa propone la vetrina del centro commerciale per comprarsela subito.

    noi consumatori per molti versi siamo si’ degli idioti, ammettiamolo, compriamo molte piu’ cose del cosiddetto necessario: pero’ di solito spendiamo i soldi (che non sono infiniti per la maggior parte di noi) solo quando pensiamo che l’oggetto acquistato ci porti almeno un piccola cosina in piu’.

    paolo

  5. aghost said

    la tv sul telefonino in sostanza non serve ed è cara. E’ un “riempitivo” per svagarsi in situazioni in cui si deve fare altro: aspettare un autobus, in attesa dal dentista etc.

    Vedo grandi prospettive invece per le ciatvideo su cellulare come “rimorchio” 🙂

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