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Disobbedienti consumatori

Posted by franco carlini su 25 gennaio, 2007


Vacilla paurosamente la strenua difesa dei cosiddetti diritti di proprietà intellettuale rivendicata dalle case discografiche e da Hollywood. E’ ben vero che questi sedicenti proprietari delle idee continuano a denunciare gli utenti che attuano questa pratica e che sovente ottengono dai parlamenti norme più severe a loro difesa.
In questi giorni, per esempio, stanno brigando a Ginevra, presso l’agenzia delle Nazioni Unite per la proprietà intellettuale (Wipo) per ottenere un altro diritto sui generis, quello dei broadcaster (le reti tv e via cavo) che ulteriormente estenderebbe il copyright esistente. Da quando c’è l’Internet il loro attivismo si è fatto frenetico, hanno investito milioni in lobbismo e campagne di informazione e tuttavia non riescono a bloccare (e nemmeno a tamponare) il fenomeno sociale dello scambio dei file. Non ci riescono perché sono contrastati nelle loro pretese da due forze potenti.
La prima è il dinamismo di un altro settore industriale, quello dei produttori di apparati digitali e delle aziende internet. L’interesse di questi è vendere molti lettori di musica e film e di attrarre sui loro servizi web, coperti dalla pubblicità, il maggior numero di utenti. Dunque desiderano contenuti il più possibili liberi di circolare, senza blocchi legali né tecnici. Questo settore si fa forte dell’innovazione tecnologica che sposta continuamente in avanti le possibilità e abbatte i costi.
L’altra forza che incrina la tenuta della proprietà intellettuale, sono i comportamenti di massa. I teorici del diritto ci spiegano che le leggi funzionano quando corrispondono almeno in parte al comune sentire delle persone. Una legge che vieti l’adulterio non terrà più quando le persone lo praticano diffusamente, a fronte del fallimento del loro precedente matrimonio, e così una legge che proibisca ogni duplicazione digitale, per quanto severa essa sia, non verrà rispettata quando la convinzione di massa è di segno contrario e le copie per fini personali e amicali vengono considerate un diritto da milioni di persone. A questi consumatori digitali disobbedienti si accompagnano anche robuste correnti di pensiero, sia di studiosi che di militanti, che considerano la libera circolazione delle idee un valore per il progresso della società, anche per quello economico. Un modello diverso di produzione e consumo è già nato e sarebbe il caso di prenderne atto serenamente.

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Una Risposta to “Disobbedienti consumatori”

  1. Gianni said

    Per chi non lo avesse ancora visto, un preclaro esempio di come un’azienda intelligente (ancorché piccina) tratta la proprietà intellettuale. Complimenti ai Linden Lab !!!

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