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India e Cina, è super shopping

Posted by franco carlini su 15 febbraio, 2007

Patrizia Cortellessa
L’Oriente affascina e attrae, ora più che mai. E’ un «fascino» tutto proiettato in avanti, che parla di mercato in continua espansione, «invitante» e «appetitoso» per qualsiasi investitore. Molte delle produzioni, anche quelle delle nuove tecnologie, si stanno quindi velocemente spostando verso questi mercati, in particolare quello indiano e cinese. Qualche dato, per una scommessa tutta da giocare e con un alta posta in gioco. Vodafone acquisirà una quota del 67% di Hutchison Telecommunications, quarto operatore indiano, per 11,1 miliardi di dollari più i debiti, per un valore complessivo di 18,8 miliardi di dollari, e ha annunciato che lancerà un’opa su quel restante 33% in mano al gruppo Essar. Chiude così un lungo braccio di ferro con i rivali Reliance Communications, Hinduja e lo stesso Essar. Ma non è detto che lo shopping di Vodafone si fermi qui.
La compagnia britannica, come rivela Aurun Sarin sul Financial Times di qualche giorno fa, sta considerando altre acquisizioni mirate in Africa, Europa dell’Est e Asia. Ma sembra sia l’India a rappresentare il mercato dalle prospettive più interessanti per Vodafone. E non solo per Vodafone, verrebbe da aggiungere. Se ora è solo il 13% della popolazione indiana a possedere un telefonino, questa percentuale cresce ogni mese di 6 milioni di unità. Il recente acquisto di Hutchison Essar, che gestisce circa il 16% del mercato della telefonia mobile in India con circa 23,3 milioni di clienti, farà da trampolino di lancio per la conquista delle masse rurali del gigante asiatico, con l’obiettivo di raggiungere il controllo del 25% del mercato indiano per il 2012. Se anche l’acquisizione del restante 33% dovesse andare a buon fine, Vodafone sarà costretto a cedere una parte della sua quota in Hutchinson ai suoi partner indiani, perché le leggi di tale paese stabiliscono che le aziende straniere non possano controllare più del 74% di una compagnia telefonica locale.
Dall’India alla Cina, motore dell’economia mondiale. Un paese che negli ultimi tempi ha compiuto straordinari passi avanti nella ricerca: ben 300 miliardi di yuan (30 miliardi di euro) investiti nel 2006. Tra i maggiori progetti che saranno completati nell’anno rientrano, tra gli altri, le trasmissioni wireless di nuova generazione. Microsoft invece sta realizzando a Shangai un centro di sviluppo per i suoi servizi Msn. La prima facility al di fuori del territorio Usa che troverà posto, non a caso, presso il Parco della Scienza di Zizhu, già scelto da Intel per le proprie strutture di ricerca. Un investimento, questo di Microsoft, di circa 20 milioni di dollari secondo, quanto riferito da Reuters.
E continua la crescita di Nokia in Cina, ormai diventato il più importante mercato dei cellulari del mondo. La casa finlandese, nel 2006, ha distribuito nella regione cinese, comprese Hong Kong e Taiwan,51 milioni di cellulari, con ricavi in crescita del 39% rispetto al 2005 a 5,8 miliardi di euro.L’anno scorso i ricavi dalla Cina, grazie soprattutto alle vendite nelle regioni rurali, hanno rappresentato il 13% del totale di Nokia, contro l’11% dell’anno precedente.
Sony Ericsson ha annunciato il trasferimento della produzione Ericsson a Chennai, grande metropoli commerciale indiana, dove produrrà cellulari a colori, semplici da utilizzare e configurati con le classiche funzioni base, per una previsione di capacità produttiva entro il 2009 di 10 milioni di unità. Stando alle previsioni, ciò significa che il 15 per cento di quanto prodotto dall’azienda arriverà dall’India. Ancora in Cina, che sembra stia diventando anche uno dei principali produttori di software come afferma il ministro dell’industria cinese, la produzione di software è cresciuta del 40% all’anno.
Sarà per questi numeri che Google non si è lasciato sfuggire l’occasione, decidendo di investire nel paese, sia in telefonia che in video. Il colosso statunitense ha annunciato, qualche tempo fa, una collaborazione con la più grande compagnia di telefonia mobile cinese per fornire ricerca sia su Internet che sui telefonini. La società di Mountainwiew fornirà la tecnologia per la ricerca on line a China Mobile, che attualmente conta su 300 milioni di utenti. Ancora a proposito di contratti aggiudicati e mercati in espansione: Alcatel-Lucent ne ha intascati due, ugualmente importanti. Uno con l’indiana Iti per la fornitura e l’installazione di quattro milioni di linee di telefonia mobile per gli operatori Bsnl (Gsm in India occidentale) e Mtnl (rete di Bombay); Shangai telecom, filiale di China Telecom, ha affidato invece ad Alcatel-Lucent la trasformazione della sua rete di Shanghai dove l’operatore ha nove milioni di abbonati. Entità del contratto? Top-secret. Da un mercato così ghiotto non potevano certo restar fuori le major discografiche. Sony Bmg Music Entertainment e Warner Music Group hanno annunciato di aver investito in una società cinese che sviluppa soluzioni per il download di brani musicali. Le due aziende hanno deciso di investire in Acces China Media Solutions, cui partecipano l’americana Melodeo Inc, e la giapponese Access Co. Ltd.

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