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Bambini che salvano il mondo dai disastri

Posted by franco carlini su 15 marzo, 2007

Marizen

 

La furia dell’acqua e del fuoco, tsunami devastanti, uragani  e catastrofici  terremoti. Sono loro i nemici da combattere e dai quali difendersi, nel nuovo videogioco Stopdisasters! che l’Organizzazione delle Nazioni Unite ha lanciato su Internet il primo marzo scorso. Obiettivo:  insegnare a bambini e ragazzi dai 9 ai 16 anni, attraverso la realtà virtuale, come organizzarsi  in caso di disastri naturali ma, soprattutto, come  prevenirne gli effetti più devastanti dei quali, più che la natura, nella maggior parte dei casi  è responsabile l’azione umana. «I bambini sono gli architetti e i costruttori, i sindaci e gli amministratori, gli insegnanti ed i cittadini del  futuro, ed è importante renderli consapevoli che è possibile ridurre i danni provocati da disastri naturali» ha affermato, durante la presentazione del videogioco, Salvano Briceño, direttore dell’International strategy for  disaster reduction (Isdr), l’ente incaricato dall’Onu di realizzare il progetto. Secondo Briceño, il videogioco aiuterà le future generazioni a comprendere e ad adattarsi al cambiamento climatico e al conseguente aumento del livello del mare che, inevitabilmente, comporterà disastri «naturali» dai quali però, con i dovuti accorgimenti, ci si potrà difendere. A partire da quei sistemi di allarme che, se fossero esistiti nel dicembre del 2004, probabilmente avrebbero salvato molte delle  200 mila vite travolte dallo tsunami

Il videogioco propone cinque diversi scenari catastrofici: un uragano, un’inondazione, l’incendio in una foresta, un terremoto e uno  tsunami. Manca la siccità, ma presto – assicura l’Isdr, verrà aggiunta. Cinque piani d’azione con tre livelli di difficoltà: il giocatore, rispettando un determinato bilancio di risorse di sponibili e tempi prestabiliti,  deve costruire case, ospedali e infrastrutture nei luoghi più sicuri, scegliere i materiali edili più adatti, rispettando l’ecosistema dell’area e con criteri che proteggano la popolazione dai pericoli di un eventuale disastro naturale.  Evento che inevitabilmente ci scatenerà, con la simulazione di fiamme che avanzano, terra che trema, onde gigantesche che si rovesciano su centri abitati. Alla fine il giocatore otterrà più o meno punti, in relazione al numero di vite che è riuscito a salvare. Si tratta dunque di un classico gioco interattivo di simulazione, sulla scia del famosissimo SimCity, ricco ormai di moltissime varianti.

Prodotto da Playerthree, un’azienda inglese specializzata nella creazione di giochi interattivi, Stopdisasters! si può scaricare gratuitamente da Internet in meno di tre minuti, collegandosi a www.stopdisastersgame.org. Per il momento però esiste solo la versione in inglese, testata in alcune scuole di Australia, Kenya e Indonesia, dove «i bambini hanno risposto positivamente e con ottimi risultati» ha raccontato Briceño, assicurando che entro il 10 ottobre 2007, giornata internazionale per la riduzione dei disastri,  sarà pronta la traduzione in altre lingue, tra cui cinese, arabo, francese, spagnolo e italiano. L’Organizzazione è però consapevole che non tutti i bambini del mondo hanno un facile accesso a Internet e per superare questo ostacolo sta perciò preparando la versione di in Dvd che, attraverso le sedi locali dell’Isdr,  sarà distribuito nelle scuole e nei centri educativi di Africa, Asia, America latina e Caraibi.

Un po’ in ritardo sui tempi, ma alla fine anche  l’Onu ha scoperto che  Internet può essere un ottimo strumento per comunicare ed educare. Probabilmente stimolata anche dal successo ottenuto da un precedente videogioco messo in Rete l’anno scorso, Food Force, pensato e creato in collaborazione con il World food program e destinato a bambini e bambine dagli 8 ai 13 anni. Certo, la fame nel mondo non è un gioco, come non lo sono i disastri naturali, ma utilizzando le nuove tecnologie si può imparare molto. Anche in Food Force i giovani giocatori devono superare diverse prove, con un crescente grado di difficoltà, per portare a termine sei missioni umanitarie in un paese che ha bisogno del loro aiuto. Si calcola che finora oltre 3 milioni e mezzo di utenti, in 40 paesi, si siano collegati al sito – un successo che ha incentivato RaiNet a collaborare con il Wfp per la traduzione del videogioco in italiano, scaricabile gratuitamente  collegandosi a  www.food-force.com. Giochi dl genere oltre a tutto si prestano bene ad essere giocati in gruppo, ragionando e scegliendo, anziché sparecchiare solitari con il joystick. In questo caso la cultura è quella della solidarietà e dell’ambiente.

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