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Farmaci svizzeri e sempreverdi

Posted by franco carlini su 15 marzo, 2007

Franco Carlini

«Non cerchiamo il premio della popolarità» – così Daniel Vasella, capo di Novartis, alla recente assemblea annuale. E non c’è dubbio che ci stia riuscendo. La casa farmaceutica svizzera è la stessa che, insieme ad altre, citò in giudizio Nelson Mandela per una legge che permetteva di fabbricare e importare farmaci anti-Aids al di là dei brevetti. Allora perse, ma dieci anni dopo tenacemente ci riprova e questa volta i nemici sono il governo indiano, le leggi di quello stato e il suo ufficio brevetti. Al cuore della vicenda, attualmente in discussione al tribunale di Chennai, c’è un farmaco contro la leucemia, il Gleevec; di una sua versione rinnovata Novartis ha chiesto il brevetto in India che le è stato negato, perché la legge statale dice, del tutto ragionevolmente, che i brevetti in prosecuzione si possano riconoscere solo per miglioramenti significativi. Novartis contesta non solo il merito del giudizio dell’ufficio brevetti, ma ha aperto una battaglia più vasta, anche per conto delle consorelle, sostenendo che quella legge è incostituzionale. L’obbiettivo è ottenere anche in India quello che altri paesi più generosi in tema di diritti di proprietà intellettuale hanno finora concesso, ovvero il sistema dei farmaci evergreen, sempre verdi. Il metodo è questo: quando un brevetto sta per scadere, il titolare realizza una nuova versione – per esempio una pillola anziché uno sciroppo – e ne chiede il brevetto in estensione. In questo modo il monopolio viene protratto per altri venti anni e soprattutto si evita che dei concorrenti, specializzati in farmaci generici, entrino in quel mercato. Non per caso la vicenda giudiziaria si svolge in India, dove l’industria dei farmaci è sviluppatissima, essendo diventata tra l’altro il maggiore fornitore di medicinali a molti paesi in via di sviluppo. Un trattamento annuo di Gleevec costa 26 mila dollari all’anno per paziente, mentre quello disponibile con i generici costa circa un decimo, il che dà le dimensioni del fatturato in gioco. Novartis rivendica le sue molte donazioni di farmaci agli indigenti, ma il problema vero, parola di Valsella, sono gli azionisti e per questo promette di tener duro.

 

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