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Giornalisti che cadono nella rete

Posted by franco carlini su 22 marzo, 2007


Wikipedia incontra Woodward? Prove di giornalismo in Internet, cittadini-reporter ormai sono al lavoro
Carola Frediani
La solitudine del giornalista di fronte al monitor è un’immagine destinata a scomparire. O a restare, come la macchina da scrivere, solo una posa nostalgica. E anche la redazione – luogo quasi inaccessibile al cittadino medio – diventerà più simile nel futuro al nodo centrale di una rete di giornalismo distribuito, aperto, open-source.
L’ultima metamorfosi dei citizen media mira al cuore della produzione di notizie, distruggendo una barriera che nei precedenti esperimenti di giornalismo dal basso era rimasta perlopiù intatta: quella tra professionisti e amatori. E’ l’esperimento di New Assignment, che vuole trasformare i lettori in una schiera organizzata di fonti, reporter, informatori, intervistatori, senza però perdere la professionalità dei media vecchio stampo. Dopo una lunga fase di presentazione e di raccolta fondi, questo progetto – capitanato da Jay Rosen, un guru del citizen journalism – è diventato infatti operativo, con il suo primo incarico, «Assignment Zero», e il suo primo oggetto di indagine: il crowdsourcing.
Ma come si è arrivati fino a qui? NewAssignment.net è stato fondato da Rosen nel luglio 2006 con lo scopo di rinnovare il giornalismo, e soprattutto le sue sperimentazione collaborative, aperte al contributo dei cittadini. «Possono ampi gruppi di persone, situate in luoghi diversi, lavorare insieme e volontariamente attraverso internet, riferire su qualcosa che sta accadendo in quel momento nel mondo, e, dividendo il lavoro razionalmente, raccontare la storia in modo più completo, mantenendo alti standard in verità accuratezza e libertà d’espressione?», scrisse Rosen in un articolo-manifesto, e se alla fine della frase vi manca il respiro potete capire, anche sintatticamente, la complessità di un simile esperimento.
La scommessa di New Assignment è che ciò sia possibile,anche attraverso l’ibridazione di due diversi modelli: i lettori diventano reporter, e i giornalisti fanno i capiredattori. «Disciplina editoriale all’interno di un clima di apertura radicale» è la formula. O, per dirla come uno degli utenti del sito: «E’ Wikipedia che incontra Woodward e Bernstein (i due giornalisti del Watergate, ndr)». Per puntellare simili ambizioni è stato pianificato un sistema editoriale di ferro: un editor, che dovrà coordinare la squadra e la comunità, stabilire il calendario dei lavori, tenere insieme le fila del progetto; un direttore della partecipazione, che gestirà il rapporto con i volontari, con il pubblico-autore; e altre figure professionali tra cui un giornalista incaricato di verificare le fonti.
Ma soprattutto ci saranno gli utenti, i lettori, l’intelligenza collettiva (wisdom of crowds) che tanta parte hanno svolto nell’internet di questi ultimi anni. Una forza che sta tracimando oltre i confini virtuali della rete, apprestandosi a diventare un modello di business anche per molte aziende fatte di mattoni più che di bit.
Non è quindi un caso che il primo oggetto d’indagine di New Assignment sia, in una sorta di tautologia, utilizzare la sapienza delle masse per analizzare la sapienza delle masse, appunto, il crowdsourcing. Il fenomeno in questione – quel modello di lavoro in base al quale un dato compito, un tempo svolto internamente da un’azienda, viene distribuito esternamente via internet a un ampio gruppo di persone – permette di verificare le potenzialità del progetto. A cominciare dalle sinergie con Wired, la rivista di riferimento del popolo internet che per prima, attraverso il giornalista Jeff Howe, coniò quel termine, modellandolo sul meno allegro outsourcing. Non solo il magazine contribuisce finanziariamente al progetto, pagando la figura dell’editor, ma sarà lo stesso Howe, alla fine di questo primo incarico, a scrivere un nuovo articolo sul crowdsourcing basandosi su quanto emerso nell’indagine collettiva. E’ l’abbraccio, o se volete il corto circuito, tra il vecchio e il nuovo giornalismo.
«Partiamo con qualcosa di familiare – spiega ancora Rosen dalle pagine di Wired – con una storia legata alla nascita di NewAssignment.net. (…) lo sviluppo e la diffusione del crowdsourcing». Ma una volta collaudato, lo stesso meccanismo potrà applicarsi a inchieste sull’ambiente, la scuola, la povertà, la guerra.
Sbaglierebbe comunque chi consideri il crowdsourcing una tematica di nicchia: declinata in vario modo, con diverse terminologie (c’è chi recentemente, e ne abbiamo scritto anche qui, ha parlato di wikinomics, economia del modello wiki): le pratiche di intelligenza collettiva sono certamente nate negli ambienti di sviluppo aperto, nelle reti collaborative di programmatori che hanno prodotto Linux, Firefox e via dicendo, ma sono oggi applicate efficacemente anche da multinazionali come la Procter&Gamble. Si tratta, secondo alcuni, di una rivoluzione economica che cambierà i modelli di business, di lavoro e di organizzazione della conoscenza. Assignment Zero intende sviscerarne tutti gli aspetti, a cominciare anche dalla domanda centrale: perché tutte queste persone sono disponibili a lavorare spesso gratuitamente? Domanda che si potrebbe rivolgere anche agli stessi utenti del progetto, ai lettori-reporter, che inizialmente daranno il loro contributo senza ricevere compensi.
Per ora è possibile visitare la redazione virtuale del progetto a questo indirizzo (http://zero.newassignment.net), dove sono raccolti i tanti filoni di un tema immenso, come tessere di un puzzle. Uno di questi incarichi sarà, ad esempio, intervistare un super-contributor di Wikipedia, stilandone un profilo.«Chi sono queste persone? Che lavoro fanno?», si chiede la traccia introduttiva. Se qualcuno si sente in grado di condurre una simile intervista può farsi avanti, spiegando le ragioni per le quali sarebbe un buon candidato. Tutto avviene alla luce del sole, anche se la regia è (deve essere) solida. Un simbolo a fianco degli assignments, i compiti, spiega se questi vanno svolti individualmente (ad esempio, un’intervista) o in gruppo (come una raccolta di informazioni su un argomento). Birra open source, è un altro dei tasselli del mosaico. «Chi se ne occupa? Quali produttori aprono le proprie ricette affinché siano liberamente modificabili e migliorabili dagli altri?». Navigare nella «redazione» (newsroom) di New Assignment è già una lezione di giornalismo.

freddy@totem.to

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