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«Ci sarà una nuova giovinezza per i media»

Posted by franco carlini su 5 aprile, 2007

 

Il destino dei media di massa e quello della Rete, mentre i blogger non sono dei narcisi; semmai l’opposto. Intervista a Derrick De Kerckhove, direttore del McLuhan Program dell’Università di Toronto

Raffaele Mastrolonardo

I media di massa? Sono destinati a una nuova giovinezza. I blogger non sono dei narcisi; semmai l’opposto. Mentre la Rete del futuro funzionerà come il cervello umano: grazie a due emisferi opposti e complementari. Derrick De Kerckhove, direttore del McLuhan program dell’Università di Toronto, è così: spiazzante e laterale rispetto alle opinioni dominanti. L’abbiamo incontrato a Roma la scorsa settimana in occasione dell’Idc Innovation Forum 2007 dove è venuto a parlare di Web 2.0. «Il Web 2.0 – spiega – compie il destino dell’Internet. Quando mandiamo un’e-mail, tecnicamente, il messaggio viene spezzettato in tanti pacchetti di bit, ognuno con un suo tag, un’etichetta, che permette ai singoli pezzi di ricongiungersi a destinazione. Allo stesso modo il Web 2.0 permette agli utenti di fare uso dei tag per etichettare le informazioni. Il secondo aspetto saliente del Web 2.0 sono i contenuti generati dagli utenti e le relazioni tra le persone. E’ più che semplice interazione: è creatività, archiviazione di contenuti, distribuzione, pubblicazione».
I tag sono un modo efficace anche se non troppo preciso di definire le informazioni della Rete. Da anni però alcuni ricercatori sono impegnati in un grande progetto che va sotto il nome di «Web semantico» dove l’informazione è catalogata secondo schemi più rigorosi rispetto all’anarchia del Web di seconda generazione. Che rapporto c’è tra queste due filosofie così differenti?
Il processo di competizione e collaborazione tra Web 2.0 e Web semantico è uno dei fenomeni più interessanti a cui assisteremo. Penso che porterà a un mix che io chiamo Web 3.0, ovvero la realizzazione in Rete della bipolarità emisferica del nostro cervello. Il Web 2.0, sintetico e associativo, è l’emisfero destro. Il Web semantico, analitico e tendente alle definizioni precise, è l’emisfero sinistro. Il nostro cervello funziona attraverso entrambi gli approcci. E la Rete, che è un’enorme estensione della nostra memoria e della nostra intelligenza, tende a comportarsi allo stesso modo.
Uno dei fenomeni più vistosi del Web 2.0 sono i blog. In un’intervista su questo giornale, lo studioso olandese Geert Lovnik li ha definiti narcisisti. Qual è la tua opinione in merito?
E’ interessante che Lovnik li chiami così. Perché quello che il blogger fa è l’inverso del processo narcisistico. Il narciso è uno che trasporta la propria immagine dentro di sé e da questo atto trae soddisfazione. Il blogger, invece, porta la sua immagine fuori e la mette a disposizione di tutti. Narciso consuma l’immagine in privato; il blogger in pubblico. In questo è l’esatto opposto, il negativo, del narciso.
I blog fanno parte di un vistoso processo di frammentazione dei media. In questo scenario di moltiplicazione delle voci i media di massa sono destinati a sparire e con questi la sfera pubblica?
Tv e radio continueranno ad essere rilevanti. La res publica, la cosa pubblica, si rifugerà nella televisione e nella radio e nei giornali, alla ricerca di un antidoto alla frammentazione. Avremo bisogno di news nazionali come una base in cui misurare la varietà di informazioni offertaci dalla Rete. I mass media saranno sempre più associati al territorio e alla lingua parlata dalle persone.
E i giornali, che fine faranno?
Fino a che avremo bisogno di leggere e scrivere avremo bisogno di carta e penna e dunque dei giornali. Il testo scritto continuerà ad essere importate nella formazione dell’identità personale. Noi perdiamo la nostra identità quando facciamo copia e incolla. Un’operazione che non è sbagliata in sé, visto che il nostro cervello funziona così, ma che funziona molto bene solo per le risposte immediate in situazioni contestuali. L’identità, per formarsi, ha bisogno della lettura silenziosa di lettere immobili.
raffaele@totem.to

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