Chips & Salsa

articoli e appunti da franco carlini

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capitalismo 3.0

Posted by franco carlini su 19 aprile, 2007

Sarah Tobias

Immaginate che il sistema operativo del vostro computer cominci a cancellare le memorie su cui lui stesso lavora: presto il vostro Pc farà un disastroso crash. Bene, anzi male: questa è la condizione in cui si trova il pianeta, nella fase del Capitalismo 2.0, per effetto dei contemporanei fallimenti del mercato e dello stato. Il primo perché interessato solo al profitto a breve, il secondo perché preso in ostaggio dalle corporation. «E’ un problema di sistema, non di leader diversi». A scrivere così è un businessmen di idee liberali, Peter Barnes nel suo libro intitolato «Capitalismo 3.0. Una guida al recupero dei beni comuni». Californiano, già giornalista, ha fondato nel 1982 un’azienda chiamata Working Assets che opera nella telefonia mobile e nelle carte di credito e che devolve automaticamente l’un per cento del suo fatturato (non dei profitti!) a progetti per un mondo migliore. Il Capitalismo 1.0 era quello della scarsità. La versione 2.0, secondo Barnes, inizia dopo la seconda guerra mondiale ed è all’insegna dell’abbondanza: le corporation non hanno il problema di trovare le risorse, ma solo quello di trovare dei compratori. Tutto ciò è insostenibile e Barnes non è certo il primo a scriverlo. Di nuovo nel suo saggio c’è l’uso intenso di metafore di origine informatica, che sono molto efficaci nel farsi capire dai colleghi di business hi-tech, e c’è la categorizzazione delle diverse fasi del capitalismo, del quale egli non immagina un superamento rivoluzionario, ma certamente un upgrade, che chiama appunto 3.0, com’è di moda nel mondo del software. Solo che non è una miglioria da poco; si tratterebbe infatti di riconoscere una buona volta che i «commons» come aria, acqua, frequenze dell’etere, reti sociali, culture e tutte quelle cose essenziali per il benessere del benessere umano, sono un settore distinto dell’economia. Essi possono essere «proprietarizzati», ma non «privatizzati». Il che si potrebbe fare, Barnes suggerisce, creando forme specifiche di istituzioni, titolari delle proprietà comune, come trust o fondazioni. Proposta moderata, ma non modesta, dato che comporterebbe uno stravolgimento dei mercati, specialmente finanziari.

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2 Risposte to “capitalismo 3.0”

  1. [luca] said

    Bella segnalazione: credo sia un tema interessante. Ho l’impressione che il circolare di idee analoghe a questa, diverse nei contenuti ma accomunate dalla critica al capitalismo più selvaggio ed autoreferenziale, arriveranno prima o poi a formare una massa critica sufficiente. Tutto sommato, l’idea di iperliberismo che ora è il pensiero dominante, è un prodotto degli ultimi trent’anni, non un dogma immutabile.

  2. […] Su Capitalismo 3.0 si segnala: Chips&Salsa  […]

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