Chips & Salsa

articoli e appunti da franco carlini

  • fc

Wilfing, che c’è di male?

Posted by franco carlini su 19 aprile, 2007

 

Patrizia Cortellessa

Che sia un fenomeno «sconosciuto» in quanto novità o sconosciuto perché finora nessuno aveva pensato a farne oggetto di ricerca non è importante. Il fatto è che non ce n’eravamo mai accorti. E il dato emerso è interessante: milioni di utenti del cyberspazio «vagabondano» o «sciabattano» in rete senza una meta precisa, saltando tra pagine web, forum, siti di news, viaggi e musica arrivando a perdere alla fine – oltre ad intere giornate di lavoro (due giorni al mese per la precisione) – anche il motivo iniziale che li aveva spinti a connettersi. Un esercito di cyber-smemorati, insomma, per quella che sembra delinearsi come una vera e propria sindrome moderna.
Per ora ad aver indagato le abitudini dei loro internauti sono stati gli inglesi, attraverso un sondaggio commissionato dal sito Money Supermarket e realizzato dall’istituto demoscopico YouGov. Dai risultati della ricerca, che ha interessato un campione di 2.412 utenti online adulti, emerge che in Gran Bretagna i due terzi dei 33 milioni di utenti, cioè circa 7 milioni di navigatori online, finiscono per perdersi tra le innumerevoli – e attraenti – maglie della rete. Per ora lo studio interessa solo i cibernauti del Regno unito (ma verosimilmente il fenomeno è generalizzato), dove a questa sindrome – classificata già come una patologia – è stato anche dato un nome: wilfing. Una parola nuova, un acronimo che sta per : «What was I looking for?» (Che cosa stavo cercando?).
«Il nostro studio – spiegano a YouGov – dimostra come molta gente che si collega a internet in cerca di informazioni e servizi di cui ha bisogno si perde poi per strada. Ci sono così tante scelte e distrazioni sulla Rete che parecchi finiscono per dimenticare perché si sono connessi e passano ore e ore a fare dello wilfing».
Appunto. E la strana abitudine sembra abbia causato un deterioramento della vita sentimentale di questo popolo errabondo. Che il wilfing possa far male alla vita di coppia lo sottolinea anche la ricerca: un terzo degli uomini intervistati ha infatti indicato che i rapporti con moglie, fidanzate e amanti sono stati danneggiati dalla tendenza a «wilfare» tra i siti a luce rosse usando il Pc di casa .
Ed è in prevalenza il sesso maschile a costituire l’armata dei cyber-smemorati – composta per la maggior parte da giovani sotto 25 anni che naviga soprattutto dal posto di lavoro. Gli over 55 sembrerebbero di gran lunga molto più diretti al fine mentre le donne … beh, sembra che le donne quando sono online vadano molto meno alla deriva dei maschietti.
Ancora percentuali: due terzi del campione intervistato ha ammesso di compiere lunghe sessioni di wilf catturato dal luccichio dei pop-up e dalle mille luci del web. Nonostante il fenomeno in crescita sembra che non ci sia comunque da preoccuparsi: l’abitudine al wilfing, che riguarda soprattutto i giovani, si perde col passare del tempo, quando raggiungendo l’età adulta e «ragionevole» si è meno disposti a farsi fuorviare dalle seduzioni del web. Col passare degli anni si va dritti al punto. Tutto sta nel ricordare quale sia stato quello di partenza. In realtà il fenomeno non è così nuovo ed esistono almeno due metafore per il muoversi in rete: surfing, scivolando via dal un’onda all’altra, da un sito all’altro, e diving, ovvero l’immergersi in profondità nel sito di interesse.
Jason Lloyd di Money Supermarket ci tiene a sottolineare che, proprio come nel mondo reale, le distrazioni arrivino anche dai siti di shopping. Perciò, aggiunge, «è importante che le persone si diano una sorta di codice di condotta per evitare inutili distrazioni che possono avere serie ripercussioni sul posto di lavoro e nella vita privata». D’altra parte Money Supermarket , che ha commissionato l’indagine, non è esattamente disinteressata: il suo infatti è un sito di confronto tra i prezzi e i prodotti di diverse case e aziende: cerchi un forno a microonde? Ecco le classifiche e i costi. Non c’è bisogno di wilfare a casaccio, se ti affidi a loro, trovi tutto in un colpo solo. Anche questo è marketing e i sondaggi, lungi dall’essere uno strumento asettico, spesso risentono dei desideri dei committenti.
La ricerca ripropone in verità la discussione sul Push e sul Pull. Sono Push i contenuti spinti verso gli utenti, e Pull quelli che essi tirano a sé. E’ Push la televisione generalista, è Pull andare sul sito del manifesto per leggere notizie che altri non hanno. Sull’Internet prevale la scelta di chi naviga, anche quando erratica, ma inserzionisti e siti cercano con ogni trucco visuale e percettivo di portarci verso la loro vetrina.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: