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articoli e appunti da franco carlini

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Storie d’esposizione immaginaria

Posted by franco carlini su 24 maggio, 2007

PATRIZIA FELETIG

Trenta tele di Jean-Honoré Fragonard, scelte tra collezioni private americane e prestigiose pinacoteche europee, sono esposte al Louvre. Una ricca raccolta che rende omaggio ad uno dei grandi pittori francese del XVIII° secolo famoso per i suoi soggetti libertini e uno tra i primi sovrintendenti del museo del Louvre. Eppure, varcando la piramide di vetro di Ming Pei è inutile cercare le cinque stanze della rassegna perché questo percorso assolutamente unico esiste solo virtualmente. E’ l’ultima delle iniziative online del museo più grande al mondo. Lanciata lo scorso marzo, l’esposizione immaginaria – così denominata- rappresenta un’inedita visita in uno spazio tridimensionale. Caricando il software Virtools è possibile fare un tour aereo della mostra, fermarsi davanti un quadro e ammirarlo con un’accurata definizione scegliendo tra diverse prospettive, studiarne i dettagli con degli ingrandimenti e leggere la carta d’identità dell’opera. Un azzardo, un trucco di marketing, un escamotage per aggirare le difficoltà dei prestiti d’opere d’arte? Comunque sia, l’iniziativa francese offre un metro dei passi compiuti dai musei nella sfida digitale, avviata negli anni ottanta con i primi programmi di informatizzazione degli inventari.

Sulla grande giostra dei cantieri digitali, il Louvre che nel 2006 ha accolto 9,6 milioni di internauti e 8,3 milioni di visitatori reali, è in buona e numerosa compagnia. Intuite le potenzialità di Internet, diversi musei investono considerevolmente nel proprio sito, canale di comunicazione importante e voce di bilancio significativa anche per le entrate, grazie alle vendite e le membership online. La penetrazione tecnologica nei santuari dell’Arte finisce comunque per scontrarsi con un certa insensibilità del pubblico a soluzioni eccessivamente hi-tech. Come è stato fatto notare con inappellabile realismo, durante la conferenza mondiale dedicata ai musei sul Web tenutasi ad aprile a San Francisco, intitolata Museums and the Web 2007: «Di solito i visitatori non usano palmari, i tour su cellulari, i chioschi multimediali, le audioguide; si ostinano a leggere pannelli e didascalie».

Superata la fase propedeutica in cui il sito si limita ad essere una guida funzionale alla visita con informazioni basilari; acquisita quella dell’offerta di servizi come biglietto elettronico, acquisti online; avviata quella della catalogazione delle collezioni, il passo successivo sono le applicazioni orientate a sfruttare appieno la multimedialità e l’interoperabilità fra differenti. Per esempio, si crea un link tra un’opera e la sua documentazione, una pagina del catalogo, una registrazione sonora, un film, dei riferimenti bibliografici, un gioco educativo, il commento audio di un critico eccetera. Da ascoltare a casa o come accompagnamento della visita. L’obiettivo diventa quello di proiettare i visitatori in uno non-spazio dove s’intrecciano passato e presente, attraverso temi originali e collegamenti ipertestuali non scontati,. Per esempio, è possibile rivivere la storia del Campidoglio o quella del palazzo dei Conservatori che ospita le collezioni dei Musei Capitolini, scaricando un file in formato Mp3. Il sito diventa allora uno strumento per valorizzare l’esperienza visiva e sensoriale della visita. Per esempio i Musei vaticani suggeriscono tre itinerari attraverso dieci, venti e trenta opere da non perdere, spaziando tra tipologie diversissime: come una fibula esposta al Museo Gregoriano Etrusco e la Deposizione dalla Croce del Caravaggio custodita nella pinacoteca.

La Cité des Sciences alla Villette ha creato un servizio chiamato Visite+, in rete che ha lo scopo di dilatare la visita nel tempo e fidelizzare gli ospiti . In loco sono a disposizione dei punti di accesso interattivi attraverso i quali il visitatore può annotare su un cyber-taccuino il proprio percorso. Tornato a casa,  collegandosi a una sezione personale sul sito dove sono raccolti i materiali selezionati, potrà  accedere ai risultati dei test e giochi  e proseguire la visita con degli approfondimenti.

Le riproduzioni in pixel non possono certamente rivaleggiare con la suggestione del pezzo esposto. Tuttavia nei cybermusei nell’era del Web 2.0, diventa possibile creare delle atmosfere nelle quali il navigatore si immerge. Al Museo Victoria di Melbourne, per presentare la collezione disegni e litografie sulla fauna della regione in epoca coloniale realizzata dal naturalista Frederick McCoy, compare sullo schermo del Pc il tipico tavolo di studio di uno scienziato del XIX secolo. Muovendo il mouse si spostano i vari oggetti: lente di ingrandimento, pennelli, cartine, appunti, ecc. scatole con esemplari di farfalle esotiche, che ci guidano in un composito viaggio attraverso la storia zoologica indigena dell’epoca.

Il podcasting può diventare un concorrente delle audioguide a pagamento? In campo artistico la pratica di mettere online dei file audio sta contagiando diverse istituzioni. Esemplare è l’iniziativa del San Francisco Museum Of Modern Art, che dopo aver sperimentato alcuni podcast non ufficiali da parte dello staff, ha lanciato gli Artcast. Sono interviste ad artisti e critici per approfondire la visione delle opere. Altri sono programmi d’intrattenimento musicali creati specificatamente come sottofondo alla mostra in corso. Per promuovere questo strumento di conoscenza il museo ha lanciato uno sconto di 2 dollari sul biglietto d’ingresso per chi si presenta con il proprio player con gli Artcast già caricato. Il podcast diventa anche il canale per dare voce alla creatività dei visitatori invitati a autoprodurre dei file audio e inviarli al sito per la loro pubblicazione.

 

LINK:

Il Louvre: www.louvre.fr

Museums and the web 2007: http://www.archimuse.com/mw2007/

Musei Capitolini: www.museicapitolini.org

Musei vaticani:  http://mv.vatican.va/2_IT/pages/MV_Home.html (molto affollato e lento nel collegamento)

Cité des Sciences, La Villette: http://www.cite-sciences.fr/

Museo Victoria, Melbourne: http://museumvictoria.com.au/caughtandcoloured/

San Francisco Museum Of Modern Art: www.sfmoma.org/education/edu_podcasts.html

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