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Da oggi comanda l’Rna

Posted by franco carlini su 21 giugno, 2007

 

 

Le dita della creazione, da Michelangelo ai laboratori. Rivoluzioni genetiche in vista

Sarah Tobias

L’indice di Adamo viene sfiorato da quello di Dio, e scocca la vita intelligente . E’ il famoso dettaglio della creazione, nella volta della Cappella Sistina. Quel gesto è stato ripreso e «copiato» infinite volte – e per fortuna che non c’è alcun copyright al riguardo, essendo Michelangelo morto nel 1564. Venne usata, quella immagine, nella copertina del settimanale economico Business Week, il 4 ottobre 1999, in piena bolla della New Economy per indicare la nascita di una nuova era. Il titolo era «The Internet Age» e le dita erano luminose di elettricità e disegnate a frame, come nelle immagini digitali. Con lo stesso significato le stesse dita dipinte dal Buonarroti sono ora apparse nella copertina dell’altro grande settimanale globale, The Economist. Questa volta il titolo è «Il Big Bang della biologia» e nello spazio tra i due polpastrelli compare un piccolo filamento colorato, lo scheletro di una molecola. Quella molecola è l’Rna, acido ribonucleico, e la copertina è del tutto meritata perché sta succedendo qualcosa di importante nella biologia e nella genetica.
Forse non sarà un cambiamento di paradigma, ma, secondo i commentatori, è qualcosa di simile a quanto avvenne agli inizi del secolo scorso con la struttura dell’atomo: se ne conosceva l’esistenza, si sapeva che era fatto di nucleo ed elettroni, ma era solo l’inizio della scoperta dell’infinitamente piccolo e del meravigliosamente complesso mondo delle particelle elementari.
L’occasione della riflessione è una serie di articoli pubblicati nelle settimane scorse, frutto del lavoro di un consorzio internazionale chiamato ENCODE. L’acronimo vuol dire «Encyclopaedia of Dna Elements» e in questo caso 80 diversi laboratori hanno scavato su una porzione minima ma significativa del Dna umano, l’un per cento, ricavandone una sorpresa: la grande percentuale del genoma umano che fino a ieri si riteneva «spazzatura» (junk dna), è invece attiva e svolge un ruolo. In particolare sembra agire come un sistema di controllo, rispetto all’attività dei geni, e in questa attivitù un ruolo cruciale è svolto dall’Rna, in una delle sue molte varianti.
Negli ultimi cinquant’anni si era imposta un’idea efficace, semplice e funzionale della genetica che suonava così: nella doppia elica del Dna stanno scritte le istruzioni (il software) con cui fabbricare le proteine del corpo umano, proprio come un programma di computer. Il dogma era «un gene – una proteina», dove l’umile Rna svolgeva essenzialmente la funzione di «messaggero», trasportando l’informazione dal Dna alle cellule dove le proteine in un certo momento devono essere costruite. La funzione di messaggero avviene molto semplicemente, e cioè creando uno stampo delle istruzioni e trasportandolo altrove per l’esecuzione.
Troppo bello per essere vero. Le cose invece si sono da tempo rivelate più complicate, proprio come il nucleo atomico a suo tempo risultò ben più complesso d’un semplice assemblaggio di neutroni e protoni.
Senza entrare in dettagli eccessivi, le ricerche recenti hanno mostrato che il Rna èben più che un postino, rivelando invece di avere diverse facce e ruoli, al punto che ce ne sono molti tipi, dei quali si va costruendo faticosamente una sorta di catalogo – un’ontologia. Per restare ancora nelle metafore, sembra che specialmente i cosiddetti microRna abbiano un po’ il ruolo che nei computer svolge il sistema operativo, ossia di supervisore e controllore. Se così stanno le cose, potrebbe andare a soluzione un altro problema. Nel modello classico il Dna contiene le istruzioni con cui fabbricare gli organismi e dunque ci si dovrebbe aspettare che gli animali complessi abbiano più geni (istruzioni) di quelli semplici. E invece tanti organismi tra di loro assai diversi, come esseri umani, piccoli vermi o moscerini hanno tutti, grosso modo, lo stesso numero di geni, circa 20 mila. Come mai? Da dove viene la diversità?
L’ipotesi che ora emerge e che suscita tra i ricercatori grande entusiasmo – come sempre avviene di fronte al nuovo – è che la differenza tra gli organismi dipenda più dai diversi Rna e dalle loro attività di gestione che dai geni. Infatti sono loro che comandano l’attivazione o la disattivazione di un gene, in certi momenti dello sviluppo o della vita dell’organismo. Per esempio c’è un Rna che interviene prestissimo, nei primi tempi di vita, per disattivare uno dei due cromosomi X che fanno il patrimonio genetico delle donne (una doppia produzione di proteine sarebbe dannosa), ece ne sono più di 20 che nella fase embrionale, con il compito di dire a ogni cellula che cosa dovrà diventare, se occhio o fegato.

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Una Risposta to “Da oggi comanda l’Rna”

  1. Leo said

    Intereessante questo articolo, non lavevo mai pensata sotto quei termini

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