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Proposta musicale indecente

Posted by franco carlini su 12 luglio, 2007

editoriale

 

Carola Frediani

David Cameron, il giovane leader dei Tories britannici, ha presentato all’uditorio di discografici una di quelle offerte che «non si possono rifiutare». Il capo del partito conservatore ha infatti promesso che, una volta eletto, appoggerà l’allungamento del diritto d’autore per le canzoni – dagli attuali 50 anni a 70. Un regalino di vent’anni che Cameron non ha disdegnato tradurre in soldoni: per l’industria musicale saranno 4,5 miliardi di euro nei prossimi cinquant’anni. Come contropartita, però, i discografici dovranno aiutare il leader nella sua crociata per rimettere in sesto la società britannica, squassata da divorzi, gravidanze di teenager, abuso di sostanze stupefacenti e di alcol, e, naturalmente, criminalità. Tutto ciò significa che l’industria musicale dovrà avere più attenzione nel proporre contenuti e immagini che oggi, troppo spesso, sarebbero intrise di violenza. Dovrà dunque mostrare modelli positivi e avere senso di responsabilità: esercitare insomma un ruolo attivo nel fare cultura, e non limitarsi a rispecchiare la realtà sociale. Ma guai a parlare di censura. «Non parlo di censura, di leggi o di messa al bando dei contenuti», ha specificato Cameron. Formalmente in effetti non è nulla di tutto questo. Si tratta semmai di un accordo informale. Da un lato la missione moralizzatrice dei Tories, dall’altro il desiderio dell’industria musicale di mettere gli anabolizzanti al copyright. Cameron ha aggiunto che a beneficiare dell’estensione del copyright saranno soprattutto i musicisti – «molti dei quali non sono milionari» – che potranno così avere una sorta di pensione garantita. I baronetti Paul McCartney e Cliff Richard (propugnatori dell’aggiuntina) sono tra coloro che godranno del vitalizio. Infatti l’allungamento a 70 anni di protezione permetterà all’industria di continuare a mungere per un bel po’ i ricchi cataloghi degli anni ’60 e ’70, che si stanno avvicinando alla data di scadenza, di quando cioè ricadranno nel pubblico dominio. Secondo Cameron, estendere il diritto d’autore sarà un vittoria anche per i consumatori: diminuzione dei prezzi? Allargamento dell’offerta? Non sembra proprio.

2 Risposte to “Proposta musicale indecente”

  1. Peter said

    Buffo che esista qualcuno così indietro da pensare che si possa moralizzare l’industria multimediale. In un epoca in cui conta solo il business e in cui nessuno potrà davvero avere un controllo sulla produzione di contenuti.

  2. E’ un’iniziativa veramente oscena. Quando la politica da’ il peggio di se’: si camuffano col moralismo provvedimenti motivati unicamente da interessi economici di parte.

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