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Tutti i blogoneers della politica

Posted by franco carlini su 12 luglio, 2007

Tutti i blogoneers della politica, raccomandazioni e istruzioni per l’uso

Uno studio di una università americana per conto dell’Ibm sulle migliori pratiche, suggerimenti concreti e prospettive per il futuro per chi usa il blog nel mondo pubblico

Raffaele Mastrolonardo

Per quanto il termine sia oramai abusato, il cosiddetto Web 2.0 (ovvero la seconda ondata del world wide web) è ormai una realtà e il fenomeno dei blog una delle sue incarnazioni più lampanti. La rivoluzione dei diari online ha già cambiato le abitudini del mondo delle pubbliche relazioni, di alcuni grandi manager (che hanno adottato il weblog come strumento comunicazione interna ed esterna) e, in misura minore ma crescente, dei politici. Persino in Italia. Proprio sulle potenzialità del blogging per candidati, parlamentari ma anche per dirigenti delle amministrazioni pubbliche si concentra il rapporto «The Blogging Revolution: Government in the Age of Web 2.0», realizzato da David C. Wyld della Southeastern Louisiana University per conto dell’Ibm. Center Lo studio tiene insieme analisi, ricognizione delle migliori pratiche, suggerimenti concreti e prospettive per il futuro. Il tutto in una ricerca che prende spunto dai «blogoneers», vale a dire dai pionieri nell’uso dei blog nel mondo pubblico.
Ed è proprio nella funzione di repertorio che lo studio dà il meglio di sé offrendo per esempio, i link a tutti i membri del Congresso che hanno un blog (17, e tra questi c’è il candidato democratico Barack Obama), alle commissioni parlamentari dotate di diario virtuale (3), a quelli dei governatori e dei vice governatori (5), dei parlamentari dei singoli stati (oltre 50), dei sindaci (19), dei city managers (11), dei dipartimenti di Polizia e vigili del fuoco (10) e dei presidenti di università e college (8).
Nella ricognizione e spiccano alcuni studi di caso interessanti; tra tutti si segnala soprattutto quello del famoso U.S. Strategic Command (Stratcom) del ministero della Difesa americano. In quelle stanze strategiche da tempo ricorre al blogging come strumento di comunicazione interna per migliorare il flusso delle informazioni. Ovviamente trattandosi di una intranet e per di più militare, il tutto è strettamente riservato. Da queste e altre storie di successo il report deriva una serie di consigli per politici, manager e pubblici ufficiali che vogliano perseguire la strada di questa nuova forma di comunicazione online.
Il decalogo per aspiranti blogger è ricco di suggerimenti sull’importanza di definire se stessi e i propri scopi, di scrivere e aggiornare personalmente il diario online, di essere regolari negli aggiornamenti e non troppo autoreferenziali, ma pronti a coinvolgere, attraverso giudizi e considerazioni, i collaboratori. Non manca poi un avviso importante: sviluppare una scorza dura per sopportare commenti poco eleganti. Ultimo suggerimento: non commettere errori di battitura come spesso accade, per la fretta, in molti luoghi della rete.
Pillole di saggezza ad uso di chi oggi desideri cogliere le opportunità, che potrebbero presto diventare lezioni necessarie per qualsiasi politico. Quel che oggi è una scelta domani sarà un obbligo. «La blogosfera continuerà a crescere – si legge nel rapporto – e con questa crescita diventerà sempre più comune per i top manager privati e pubblici essere blogger a propria volta. Nei prossimi anni quegli operatori pubblici che non useranno i blog potrebbero dunque apparire sospetti per il fatto di non ricorrere a questa tecnologia per connettersi, all’interno, con la propria organizzazione e, all’esterno, con i propri pubblici di riferimento».
Il rapporto offre infine ai politici con vocazione telematica un bouquet di tipologie di diari online tra cui scegliere, nel caso vogliano lanciarsi nell’avventura, come il blog di viaggio, che racconta le trasferte e le missioni o il blog passo dopo passo, che segue gli iter di approvazione di una legge o di un provvedimento allo scopo di aggiornare i propri elettori.

Una Risposta to “Tutti i blogoneers della politica”

  1. Elisabetta said

    Molto interessante… Chissà dove si trova? E se si trova anche in italiano (maledetta pigrizia)?

    Grazie, ciao

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